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Meravigliosa iniziativa: adottare una nave! PDF Stampa E-mail
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Il 10 maggio nella sede del Genoa Port Center alle 10.30, ha avuto luogo un dibattito sul progetto della Provincia di introdurre nei curricula scolastici un’attività di collegamento a fini educativi tra le classi e le navi in esercizio su rotte internazionali che scalano il porto di Genova.
Un progetto ispirato da due analoghe iniziative : Adopt a Ship del Propeller Club e Dipartimento Trasporti USA  e da Follow the Fleet promosso dall’Irish Maritime Develpment Office.
Il modello USA consiste nel mettere in corrispondenza epistolare una classe con il Comandante di una nave che si impegna a rispondere ed a mantenere tutte le comunicazioni rilevanti. Il modello irlandese si avvale di un sito internet e segue una piccola flotta di navi in navigazione nel Mare di Irlanda e, tra l'altro, una guida per insegnanti e studenti come sussidio didattico.

ship2

La provincia di Genova attraverso queste due esperienze vorrebbe, così è scritto nella proposta, giungere a un modello didattico originale , primo e unico in Italia, localizzato sul porto di Genova e in collaborazione con le agenzie marittime: scegliere alcune navi da proporre alle scuole e con esse costruire un progetto didattico vivo che coniughi gli obiettivi di socializzazione e apprendimento degli studenti con quelli di diffusione dei valori sociali e culturali dell’economia marittima e di orientamento professionale dei giovani.
In sintesi la nave diventa un vettore non solo di merci, ma di conoscenze  e di relazioni umane: il PORTO DELLA CONOSCENZA, insieme alla Stella Maris dare rilievo alla relazione che si instaurerà tra le classi e le navi, gli equipaggi e un senso di solidarietà, cioè il PORTO DELL’ACCOGLIENZA.

Con l’agenzia marittima Le Navi si svolgerà pertanto un rapporto continuativo, dopo una prima esperienza positiva , a favore di un certo numero di classi  che “adottino” una nave della vasta flotta da carico MSC che scala periodicamente Genova.

COMMENTO
L’iniziativa della Provincia e in particolare del Direttore Staff Progetti Speciali, Riccardo Degl’Innocenti, è non solo meritoria, come la realizzazione un anno fa del Genoa Port Center, centro espositivo educativo alla scoperta del porto  per i ragazzi delle prime classi  accompagnati dai loro insegnanti per  aprirli al mondo dello shipping, ma fa dell’Italia finalmente un Paese marinaro.
Questa iniziativa della  Provincia (fondatrice dell’Accademia della Marina Mercantile insieme a Confitarma e dell’Istituto Nautico in Darsena ) con la Fondazione Carige è da salutare con un grande pavese delle navi in porto.

Tuttavia questo progetto , a Genova, non è il primo e unico modello didattico. Lo scriviamo per rispetto di insegnanti e allievi, ragazzi del Nautico che non vanno dimenticati.
Oltre 25 anni fa, insegnavo all’Istituto Nautico San Giorgio, ero responsabile delle classi di esercitazioni e di laboratorio didattico marinaro nella vecchia Darsena, allora con le caratteristiche architettoniche del passato. Avevamo lance imbarcazioni a vela, attrezzature , modelli di navi…
Mi direte, ma che c’entra , facevate il vostro dovere in una scuola particolare; non so, forse facevamo di più, perchè anche questa scuola era ingessata in vecchi schemi, e la maggior parte dei  ragazzi che, dopo le medie, si iscrivevano e frequentavano non sapevano che cos’era un porto e non conoscevano la nave, tranne i figli di naviganti.
Io, come insegnante, ero un po’ discolo; negli anni settanta avevamo iniziato una fruttuosa collaborazione di viaggi di istruzione per le classi del triennio con le navi traghetto e poi con la nuova sede della Darsena, una piccola accademia, distaccata dalla sede centrale di Piazza Palermo , approfittavamo di una certa autonomia essendo dentro il porto. Non erano ancora arrivate le Colombiane che avrebbero trasformato il Porto Vecchio in Porto Antico, la nostra attività in Darsena era veramente marinara e gli allievi la frequentavano volentieri . Io li indottrinavo  sui pericoli che possono incorrere in porto, avevamo le navi davanti a noi nel Porto Vecchio, ancora attivo commercialmente; facevo leggere a ognuno L’Avvisatore Marittimo, con gli arrivi dei “ bastimenti”, la natura dei carichi, c’era una pagina delle polizze di carico, le destinazioni geografiche, le caratteristiche tecniche che discutevamo in classe.
Insomma i ragazzi erano molto interessati. Ho sempre avuto un rapporto speciale con i ragazzi  infondendogli responsabilità  e autodisciplina. Non dovevano diventare lupi di mare né capitani coraggiosi  ma persone responsabili  e i ragazzi non hanno mai tradito la mia fiducia.
Così più di 25 anni fa feci il grande salto, assumendomi tutta la responsabilità nel mandarli ogni settimana a gruppi di tre/quattro a bordo di navi che sceglievamo sul giornale al mattino alle otto (le navi erano ormeggiate davanti a noi) e con una mia lettera da consegnare al comandante.
I ragazzi erano soli, caricati come si dice, avevano 14/15 anni, un’avventura per loro,   si impegnavano poi a farmi una relazione scritta; ognuno aveva una scheda tecnica in italiano e inglese da compilare. Per fortuna non è mai successo niente ai miei allievi , il porto era ancora quello… I ragazzi tornavano in Darsena in mattinata prima della fine delle lezioni. Le navi e gli equipaggi, italiani e stranieri, li accoglievano con simpatia e loro si sentivano alla pari,  piccoli capitani…
Vi riporto qualche stralcio delle relazioni che conservo gelosamente.

XIANG CHENG (RPC) Ia C 12/3/85. ( scritto a mano )
Se c’è una cosa entusiasmante in questo istituto nautico, questa è l’educazione alla responsabilità individuale, all’autonomia, allo spirito di osservazione ! L’istituto è dotato di molte normali aule, ma quella in cui si ricevono lezioni più formative è l’aula di marinaresche, cioè l’area portuale e spesso si va a gruppi a visitare una nave, si smette di essere ragazzini timidi e ci si sente dei veri studenti che vanno a studiare quel libro pratico che per noi è una nave…
Infatti stamane il prof ha designato …” Voi tre andrete a visitare una nave e farete una relazione”.  Rapida consultazione dell’Avvisatore Marittimo che però indicava che oggi in porto non c’era un granchè da scegliere e il nostro interesse si è appuntato sulla Xiang Cheng, un merci varie polivalente, container compresi, attraccata a Ponte Caracciolo. Seguono le caratteristiche.
Siamo stati accolti calorosamente dal primo ufficiale e abbiamo esibito la lettera del nostro prof; il primo ci ha portati sul ponte, abbiamo avuto dai cinesi um’ottima accoglienza.

KOREAN PIGEON, ( Corea) 2° C, febbraio 85 ( scritto a macchina )

Siamo saliti a bordo, la nave era deserta, abbiamo girato un po’ e finalmente abbiamo incontrato un marinaio  e poi il terzo ufficiale a cui abbiamo fatto leggere la lettera scritta in inglese dal nostro prof.
Seguono dettagli e un disegno della nave in sezione longitudinale.

Un’altra nave cinese( RP) PING QUAN,  nov. ’84, 2°D,
…cerchiamo a bordo il comandante, ci ha accolti con molta cortesia, anche se siamo capitati in un momento di gran daffare. Consegnatagli la lettera del nostro prof veniamo accompagnati con molto riguardo sul ponte di comando dal secondo ufficiale che ci ha illustrato tutte le dotazioni computerizzate e automatizzate di produzione giapponese… siamo andati anche in sala macchine…
Visite di questo tipo prima d’ora non ne abbiamo fatte, un’esperienza largamente positiva. L’impressione che abbiamo avuto dell’equipaggio della Ping Quan è che il popolo cinese è molto diligente e quadrato nel loro lavoro e ci ha permesso di conoscere le loro abitudini.

DESVATAJA PVATILEKTA, (Urss), 2° A, 1984.
…bulk carrier , trasporta rottami di ferro, saliti a bordo una piacevole sorpresa:  la cordialità e la gentilezza con cui ci ha accolto l’equipaggio. Ci hanno fatto salire a bordo senza neanche controllare la lettera credenziale che il nostro prof ci aveva consegnato come “ lascia passare”.

BATAAFGACHT, ( Ol.) 2° A, 1984

Nave olandese attraccata al Molo Vecchio, ci ha accolti il secondo ufficiale che ci ha fatto visitare la sala macchine e poi il ponte di comando…

NOTA
Non stupisca questa facilità di abbordare le navi , eravamo nel cuore del Porto, le navi erano a portata di…occhio,  Mandraccio,  Molo Vecchio, Caracciolo… il cuore pulsante delle merci varie, c’erano ancora le chiatte…Non c’era terrorismo e altre brutte invenzioni dell’uomo, i marinai appartenevano alla fratellanza del mare.
E cosi continuano le visite e le relazioni degli studenti (ragazzi di 14/15 anni), accolti sempre con cordialità e professionalità dagli equipaggi italiani e stranieri, giovani messi sull’avviso dal prof : “ state attenti , quando si cammina  dentro il porto bisogna guardare in alto, in basso, a destra e a sinistra, le trappole ci sono ovunque”,  ma loro i ragazzi erano scafati.
Altre navi di cui ho le relazioni. TIGULLIO, AGIP MARCHE, ALMIRANTE STEWART, MAURO DEVOTO, PRESIDENTE RAMON S.CASTIGLIA, AGIP ROMA, MABROUK, BANNOCK, CANGURO GIALLO, CIELO DI VENEZIA…. Poi ci sono anche, tra le relazioni alcuni appuntamenti:  conferenza “ La sicurezza in mare” presieduta da Rajna Junakovic con Gianni Migliorino, Giorgio Sedda…
Visita al laboratorio di modellismo navale del capitano Roberto Greco, quello che è stato chiamato dagli inglesi a ristrutturare il relitto del vascello  Mary Rose, l’ammiraglia di Enrico VIII affondato nel 1511 a seguito di un incaglio nelle acque basse di Portmouth.
Potrei raccontarvi tante altre avventure con i ragazzi del Nautico, li ho sempre trattati come uomini,  accompagnati per anni dalla prima alla quinta,  in porto e sulle navi , insieme ai miei colleghi. Forse io per farli entrare nel cuore del porto ho rischiato di più,  ma il porto era ancora quello.
Ma la scuola nautica non è più quella, forse è migliore, ma le materie che introducevano i ragazzi nel mondo marinaresco del biennio non ci sono più.

Per questo la Provincia ha avuto una bella idea con il progetto di Shipfriend & Friendship. Progetto “Shipfriend & Friendship” ovvero il porto dell’accoglienza e dell’amicizia, d’intesa con Comitato Welfare, programma di gemellaggi scuola-nave e “follow the fleet” e “adopt a ship”

Decio Lucano (maggio 2011)


Link relativi:
http://www.imdo.ie/followthefleet/fleet.asp (Irlanda)

http://propellerclubhq.com/join/adopt-a-ship (U.S.A.)

http://www.msclenavi.it/ (Agenzia Marittima “Le Navi”)


Appendice: anche la Società Capitani e Macchinisti Navali di Camogli aveva considerato il progetto "Adopt a Ship" già nel 2006. Per vari motivi organizzativi l'iniziativa non ebbe seguito (vedi immagine sottostante).
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