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Un Comandante dopo il 13 gennaio 2012 PDF Stampa E-mail
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casa3Dopo l’incidente della Costa Concordia la professione del Comandante di navi, specialmente di quelle da crociera, non sarà più la stessa. Il suo comportamento professionale sarà più controllato dalle istituzioni, dall’armatore, dallo stesso equipaggio. (english translation below)

In ogni progetto di traversata (viaggio) ci sarà indicazione che ogni variazione di rotta dovrà essere spiegata e giustificata. Ogni volta si dovrà mostrare evidenza delle ragioni, allegando documenti giustificativi. Immagino che verrà imposto di richiedere autorizzazione qualora si intendesse passare a meno di una determinata distanza da terra in generale e da punti specifici in particolare. Le stazioni costiere di controllo alla navigazione verranno rinforzate nelle loro responsabilità e nella loro autorità.
I passaggi tradizionali per mostrare ai passeggeri punti interessanti di costa, intendo la cosiddetta “navigazione turistica”, subiranno limitazioni sostanziali. Immagino che le persone contrarie al transito delle navi da crociera nel bacino di San Marco a Venezia avranno adesso ulteriore materiale per motivare la contrarietà.
Già da qualche anno ci sono state limitazioni decise da Autorità Costiere per evitare i ravvicinamenti delle navi che in queste ultime settimane sono diventati famosi con l’improprio nome di “inchini”. La Capitaneria di Porto di Genova da qualche anno ha emesso una ordinanza che praticamente proibisce il saluto da parte delle navi alla celebre Casa Di Riposo dei Marinai a Camogli.

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La Casa dei Marinai a Camogli in festa per il saluto/Retired Seamen's House at Camogli (Genoa) during a ship's salute
(© foto G.C. Lemmi)

Le autorità di Dubrovnik, in Croazia,  nello stesso periodo crearono regole che obbligano le navi a seguire la rotta piu’ breve dall’ uscita del porto fino alla destinazione del viaggio, precludendo così il tradizionale saluto che le navi facevano davanti al Monastero vicino alla città vecchia. C’è chi dice che le monache erano stanche di rispondere con le campane al suono delle sirene delle navi.

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I faraglioni di Capri/The Faraglioni rocks out of Capri Island (© foto G.C. Lemmi)

Il suono del fischio delle ciminiere è molto familiare agli abitanti di tutta la costa sorrentina. I Comandanti di quella zona sono molti e molti di loro, qualora si presenti l’occasione, si avvicinano alle scogliere a picco della penisola per salutare i loro posti, i loro amici e per mostrare la superba costa ai passeggeri.
Gli scogli “Faraglioni” sono famosi nel mondo e quando una nave da crociera passa lungo la costa meridionale dell’isola di Capri, capita spesso che si avvicini per ammirarli. Io l’ho fatto molte volte. Il successo fra i passeggeri è scontato. Il passaggio si puo’ fare (e si deve fare) in sicurezza a velocità ridotta anche grazie alla profondità dei fondali. Stessa cosa si fa in molti posti delle isole greche o lungo le coste della Turchia mediterranea, come il passaggio nel canale dell’isola Kekova, in Spagna, in Corsica, lungo la Costa Azzurra o all’isola brasiliana di Fernando De Noronha con la forma spettacolare dei suoi rilievi. Il giro intorno all’isola vulcano di Cracatoa, in Indonesia è un’altra navigazione turistica che si è sempre fatta.

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Arcipelago di Fernando di Noronha (Oceano Atlantico)/Fernando de Noronha Archipelago (Atlantic Ocean)
(© foto G.C. Lemmi)

Ogni volta che se ne è presentata l’occasione, non ho mai mancato di fare il famoso saluto alla Casa Dei Marinai di Camogli, la mia città.
Facevo un annuncio ai passeggeri spiegando loro il significato del gesto, li invitavo ad ammirare le bellezze del Golfo Paradiso, indicavo la posizione dell’Istituto Nautico, avvertivo che i vecchi lupi di mare avrebbero risposto al nostro saluto ammainando la bandiera dell’albero davanti all’edificio.
Mi avvicinavo in sicurezza andandomi a fermare davanti alla Casa Di Riposo. Emettevamo i tre fischi lunghi e facevo girare la nave nello spazio di un punto sotto gli occhi dei vecchi Marinai e sotto gli occhi di tutti i “Camoglini” che si affacciavano alle finestre delle “case a mucchi”.

I passeggeri, quasi sempre americani non nascondevano mai l’emozione di quell’evento speciale. Spesso vedevo lacrime nei loro sguardi. La mia Compagnia riceveva regolarmente lettere di congratulazioni per l’evento sorpresa e molti ospiti si rivolgevano a me con gratitudine per aver vissuto quei minuti speciali. Una di quelle volte, il Presidente della Compagnia era sul Ponte con me per il passaggio davanti a Camogli; fu talmente impressionato che volle invitare a bordo tutti gli inquilini della Casa Dei Marinai per il successivo scalo della nave a Portofino. Malgrado le sue serie intenzioni, non ci fu purtroppo il tempo di organizzare la visita.

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La Casa dei Marinai di Camogli/The House of Retired Seamen at Camogli (Genoa)
(© foto G.C. Lemmi)

Un giorno mia moglie ricevette la visita a casa, a Camogli, di passeggeri americani che avevano conosciuto le bellezze del posto durante un passaggio a bordo con me. Spesso articoli venivano scritti nei media a proposito di quel tradizionale saluto. Il consenso di tutti quelli che avevano vissuto quei minuti da bordo o da terra mi rendeva orgoglioso e onorato di aver condiviso quel momento con loro.

La vista di una nave da crociera da terra è bellissima per chiunque, specialmente quando i passeggeri affollano i ponti esterni.
Per i fuochi di mezzanotte che hanno celebrato il nuovo anno 2012, la baia di Copacabana a Rio De Janeiro aveva il numero record di 15 navi da crociera alla fonda. Le televisioni di tutto il mondo non hanno mancato di enfatizzare con le immagini delle navi l’impatto visivo della spiaggia affollata da due milioni di spettatori. La posizione dell’ancoraggio per ogni nave era stata assegnata dalla Guardia Costiera locale. Le coordinate erano state fornite ad ogni Comandante con molto preavviso. Per questioni di sicurezza, gli orari di arrivo nella baia erano stati organizzati per ogni nave a seconda della posizione di fonda. Una corvetta della Capitaneria sorvegliava sul posto il rispetto delle istruzioni.

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Festa del Revellòn di Capodanno 2011-12 a Copacabana/New Year's Eve party at Copacabana/2011-12
(© foto G.C. Lemmi)

A me era stato permesso di arrivare per ultimo anche se la nostra posizione era in prima fila, grazie al fatto che avremmo dato fondo sul lato Ovest senza dover sorpassare altre navi.
Se le cose vengono fatte bene e in sicurezza il risultato deve essere buono per forza. Il giorno successivo, "You Tube" era pieno di video che mostravano le navi a Copacabana. Lo scenario fantastico ha fatto sognare tutti i passeggeri a bordo e credo che molti spettatori da terra hanno sognato di assistere un giorno ad un “revellòn” dal ponte di una nave.

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Copacabana! (© foto G.C. Lemmi)

Due anni prima, durante uno scalo a Vitoria, sempre in Brasile, mi fu offerta l’opportunità di ancorare davanti alla spiaggia principale della città per i tradizionali fuochi di capodanno. Una volta ottenuta l’autorizzazione dalla Compagnia, ci preparammo per lo spostamento in rada e informammo i passeggeri su quello che stava per accadere. Non solo i nostri ospiti furono entusiasti del privilegio loro offerto ma anche il mezzo milione di persone sulla spiaggia fu incantato dalle luci della nave così vicina a far da quadro alla loro festa.

Tutta questa magica tradizione e le indimenticabili memorie così create, sono adesso compromesse dal recente disastro. E’ molto triste per uno come me che ha fatto il suo dovere sul mare per 45 anni di cui la metà al comando di navi da crociera. La mia decisione di andare in pensione quest’anno non dipende dall’incidente della Costa Concordia, ma si tratta di una coincidenza. Considero ancora adesso che fare il Comandante di navi da crociera sia il mestiere più bello del mondo, malgrado l’ombra che la recente tragedia ha creato intorno alla mia professione.

Spero che tutti gli Ufficiali di Coperta che sono agli inizi della loro vita sul mare possano, alla fine della loro carriera, dire come me adesso:
RICOMINCEREI TUTTO DACCAPO!

CSLC Giuseppe Casini Lemmi (2/2012)



A Shipmaster after January 13, 2012

Following the Costa Concordia incident, the profession of a Ship’s Master will never be the same.  His or her actions will be much more controlled by institutions, by the ship’s owners and even by crew members.

It will be clear during the planning of every passage that any diversion from the programmed course will have to be justified with a reason and proven with attachments of instrumental navigation records and/or other related documentation.  A ship will be required to ask for authorization every time she intends to pass land within a certain distance.  The duties and authority of coastal control stations will undoubtedly be expanded.  Within cruise companies, Masters will be required to sign an acknowledgement of their understanding that they cannot divert from the planned courses unless authorized.  Instruments on the bridge will be evolved to include new technology that will notify shore based stations of any infraction of navigational rules in real time.  It is very likely that many passages of straits and sea channels will be permitted only with a local pilot onboard.

The traditional transit in the vicinity of interesting places will be further impacted by the consequence of the tragedy.  Many port authorities will limit the distance within which ships can pass near sites such as the San Marco basin in Venice.  During the last few years, many restrictions have already been implemented by local authorities concerning the passage of ships in close proximity to land.  The Genoa Coast Guard now prohibits ships from passing near Camogli in spite of the long standing tradition of Captains native to the area to salute retired seafarers at the Sailor’s Rest Home with the ship’s whistle.  Similarly, the Dubrovnik Port Authority no longer allows ships to come close to the monastery near the old town where it was tradition for the bells of the chapel to reply to the ship’s whistle.  The sound of the whistle is also very familiar to people who live on the coast of Sorrento where Captains have always approached to share the beautiful scenery with passengers and to salute local family and friends.

Other well known passages have traditionally taken place near the Faraglioni Rocks in Capri, throughout the Greek Isles, along the Turkish coast near Kekova Island, in Spain, in Corsica and, of course, the Cote D’Azur.  The Brazilian island of Fernando de Noronha is typically shown to passengers of cruise ships by passing near the coast because of the spectacular shape of the mountains. The Cracatao volcanic island in Indonesia is approached so that passengers might catch a glimpse of its spectacular eruptions.

I have always enjoyed sharing the tradition of saluting the retirement home of the old sailors with passengers as we passed near my hometown, Camogli.  After announcing the special passage to our guests onboard onboard, we explained the meaning behind the gesture and invited them to watch the lowering of the home flag from the building’s mast in reply to our salute.  Learning about the history of my town and the rich traditions of the Nautical Institute was often emotional for passengers.  Many times, I saw tears in their eyes as they listened passionately to every word.  My company regularly received letters of praise from guests about the unexpected event and many expressed their gratitude to me personally for giving them an opportunity them to witness something so meaningful that few people would ever have a chance to see.

Several years ago, I was joined on the bridge by the president of my company for this special passage of Camogli.  He was so impressed by it that he wanted to invite all of the retired sailors of the Camogli Home onboard for the following call in Portofino.  Although his intentions were serious, we unfortunately did not have time to organize it.  My wife once received a visit at our home from former American passengers who had come to know the beauty of Camogli from making this transit with me.  Articles in the press were often written about the tradition and requests to participate in the passage were made by practically everyone who heard about it.  The consensus of all who experienced this journey was that it was a special and unforgettable experience and it was an honor for me to be able to share that with them. 

The view of a cruise ship from ashore is beautiful especially when passengers gather on the top deck.  As the clock struck midnight celebrating the New Year in 2012, the bay of Copacabana was filled with fifteen cruise ships. Television reports highlighted the impact that ships were giving to the landscape from ashore and the record number of ships in the bay was repeatedly mentioned to emphasize the unique nature of the event. 

The anchor position of the fifteen vessels was calculated by the local Coast Guard and assigned to all of the Captains involved.  In the interest of safety, each ship was given an exact time of arrival and a navy frigate confirmed the coordinates for each one.  I was permitted to take the position as the last one on the first line only because we were not positioned in the center so we did not have to overtake any other ship.  The following day, YouTube was full of videos showing the cruise vessels in front of Copacabana.  The scene was spectacular and all of the passengers involved had lived a dream.  And, I’m certain that the two million people who had viewed from the beach also started to dream of seeing their next “reveillon” from a ship.

Two years prior while calling in Vitoria, Brazil, I was offered the opportunity to drop anchor in front of the city’s main beach for the traditional fireworks of the New Year celebration. Once the authorization of my company was obtained, we prepared for the event and informed the passengers.  Not only were our guests thrilled to have such an amazing vantage point for the display, the half million people on the beach that night were enchanted by the lights of a ship so close to the shore that it beautifully framed the fiesta.

All of this tradition and the magical, unforgettable memories that it has created for so many is now compromised by the recent disaster.  It is very sad for a man like me whose career as a Bridge Officer spanned forty-five years … with twenty-three of those as Master of cruise ships.  My decision to retire now is not a consequence of the Costa Concordia incident but the result of other factors.  I still consider my job as the most wonderful job in the world regardless of what shadows may have been cast on the profession by this tragic accident.  My wish for the young Bridge Officers who are starting their career is the following:  I hope that at the end of your career, you will be able to say like me today, “I would love to start from the beginning again”.

Capt. Giuseppe Casini Lemmi (2/2012)

 

Commenti 

 
#3 2013-01-06 02:59
Lei ha detto bene, Comandante, io ricomincerei tutto nuovamente e grazie a Maestri come Lei ho imparato tanto. Anzi, colgo l'occasione per rinnovarle i miei ringraziamenti per avermi trasmesso molto della sua cultura navale.

Un augurio a tutti voi e in particolare a Lei, Comandante Lemmi, per un Buon 2013 da Serena, Danilo e Carlotta, la nostra bellissima bimba che ha gia' fatto tante esperienze a bordo...
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p.s. se avesse ancora conservato da qualche parte, se vorra' e, avra' piacere di farlo, potra' pubblicare il video-intervista che avevamo registrato sul ponte proprio nel Porto di Vitoria a Natale.
Mi farebbe molto piacere rivederlo.

Con stima,
Serena Babich Pili
Contatto (serenababich@g mail.com)
 
 
#2 2013-01-06 02:54
Io ero a bordo come Uff.le di Coperta sul ponte del Grand Mistral assieme al Com.te Lemmi e ai colleghi in occasione della festa per il Reveillon 2009/10, Vitoria (ES). Indimenticabile suonare la sirena della nave a mezzanotte davanti a quello spettacolo e le luci di terra.Grazie Comandante per avermelo ricordato in questi minuti nei quali ho letto il suo articolo.C'è stato da poco un altro inizio anno, ma come quello di Vitoria non ne ho mai visti.Mi ricordo la perizia e l'attenzione sul ponte che sempre e tutti i giorni, cosiccome quella sera speciale, erano al massimo della loro espressione.
 
 
#1 2012-02-20 12:04
i just want to say , that i 'v been work around 5years with the captain LEMMI, on several cruises ships.; as cruise director.
for me he is the perfect idea of what should be a captain. i never had any doubt about is way of douing things , and for me a big profetional.and i respect his decision, but i will miss him !!!! and as we said in french, I
""""IL A TOUT DIT DANS SON ARTICLE""""ET C"EST TRES BIEN ÉCRIS......... a mon bon souvenir ; richard MEDINI.
 

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