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Carnival Spirit: Uomo a mare! PDF Stampa E-mail
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spicoverL'amico Socio Comandante CSLC Roberto Volpi (vedi nostre pagine) ci invia la seguente straordinaria testimonianza di un recupero d'uomo a mare (termine marittimo = MOB, Man Over Board). 

L'unità da lui comandata, la Carnival Spirit, di quasi 90.000 tonnellate di stazza e lunga più di 300 metri, era in rotta lo scorso 16 aprile dalla California alle Hawaii, quando, verso l'una del pomeriggio, alcuni dei passeggeri sui ponti scoperti gridavano improvvisamente "Uomo a mare!". Cosa stava succedendo?

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Il punto dell'Oceano Pacifico in cui è caduto l'uomo a mare/The position of the
Man Overboard emergency

Procediamo con ordine, intanto ecco il comunicato ufficiale della Carnival riguardante l'evento:
STATEMENT REGARDING CARNIVAL SPIRIT
April 17, 2012 – 10:35 a.m. EDT
Yesterday, while the Carnival Spirit was en route to Hawaii, a 28-year-old man was witnessed jumping overboard. Search and rescue operations were initiated and the guest was located and brought back on board where he was treated at the ship’s medical center. Carnival’s CareTeam is providing its support to the guest and his family. Carnival Spirit is currently sailing on a 15-day Hawaii cruise that departed San Diego on April 13 and will return to San Diego on April 28.=

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La Carnival Spirit in Alaska (foto d'archivio)

Qualcuno era caduto in mezzo all'oceano e stava per annegare se l'equipaggio della nave non avesse avviato le procedure d'emergenza per salvaguardare la vita umana in mare. E' stato quindi avvisato il ponte di comando,  dove l'Ufficiale di Guardia applicava prontamente le direttive del Safety Managemnt System (SMS), adottando cioè tutte quelle iniziative in sequenza che hanno come scopo - in questo caso - il salvataggio di un naufrago.

Alcune immagini del recupero del naufrago/Some pics of the survivor's recovery

Tra queste precauzioni vi sono: accostare immediatamente verso il lato dove è caduto il naufrago e ciò per evitare che i propulsori gli vadano pericolosamente vicino, poi sganciare in mare il segnale combinato luminoso/fumogeno (segnale MOB), così da avere un valido riferimento sulla posizione dell'uomo a mare. Ma la parte più importante e delicata è far evoluire la nave così da ritornare sulla propria rotta e preparare un'imbarcazione veloce di soccorso (rescue boat) per il recupero.

Alcune immagini del personale addetto al recupero, qualcuno è esausto!/Some pics of the Safety staff: Good job!!

Se il naufrago o comunque il segnale MOB viene tenuto costantemente in vista, la manovra più pratica è quella di ridurre la velocità ed evoluire a mezzo circolo sinchè la nave si troverà esattamente all'opposto della rotta precedente e quindi il naufrago sarà dinnanzi alla prora (probabilmente è quello che è successo con la Carnival Spirit). Esiste però un altro tipo di manovra che si chiama Curva di Williamson, spesso citata sui manuali professionali, la quale però produce effetti indesiderati di sbandamento poichè la sua attuazione prevede il mantenimento costante della velocità. Tali effetti, se non necessari, possono essere  fonte di disagio (per non dire pericolo) su una nave passeggeri. In ultimo, diciamo che la Williamson è efficace se l'allerta è data per tempo sul ponte di comando, altrimenti, nei casi un cui si teme che una persona sia caduta in mare parecchi minuti o addirittura ore prima, è sufficiente la manovra evolutiva a circolo citata prima.

Animazione della Curva di Williamson/Animation of the Williamson Turn

La Curva Williamson fu ideata da un Comandante della US Navy (vedi YouTube) e costituisce uno dei dettagli più professionali per un Ufficiale di Guardia sul ponte di comando poichè solitamente tutto accade in pochi attimi e il Comandante in quel momento potrebbe anche non essere presente. La manovrà è precisa poichè in teoria non servirebbe seguire il naufrago coi binocoli, cioè consegue lo scopo di ritrovarselo esattamente davanti alla prora al termine dell'evoluzione, quando si può diminuire finalmente la velocità.

Il Comandante Roberto Volpi, come tanti altri capitani marittimi, si è diplomato al nostro Istituto Nautico di Camogli "Cristoforo Colombo" e quotidianamente porta con orgoglio l'immagine della nostra solida professionalità marittima in giro per il mondo.

Bruno Malatesta - 4/2012


 

 

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