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Nella vita quotidiana,  se l’erogazione di energia elettrica s’interrompesse per molto tempo, il nostro modo di vivere ne subirebbe profonde ripercussioni.  Anche sulle navi tale criticità causa un notevole disagio per tutti coloro che vi si trovano in quel momento.
Vediamone gli aspetti e la situazione della normativa attuale.

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Le norme esistenti

La Convenzione SOLAS (Safety of Life at Sea)  è il più importante fra tutti i trattati internazionali in materia di sicurezza delle navi mercantili. Molte delle procedure sono state emanate quando le navi passeggeri erano di tonnellaggio inferiore rispetto alle attuali che sono spesso in grado di ospitare  più di quattromila persone. In realtà le navi da crociera moderne  possono realisticamente essere considerate come vere e proprie comunità multinazionali itineranti: questo aspetto è estremamente importante per lo sviluppo ed il miglioramento di nuove procedure e norme di sicurezza.

Dalla tragedia di Costa Concordia, il comitato  MSC (Maritime Safety Committee), che è parte dell’IMO (International Maritime Organization), è impegnato in un piano di breve e lungo termine per la revisione delle norme vigenti al fine di aggiornare i requisiti necessari per ottenere la massima sicurezza sulle navi.  La sfida è importante e difficile, ci sono molti standard e procedure che necessitano una profonda revisione, pur rimanendo, le crociere,  probabilmente  la forma più sicura di viaggiare.

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Un generatore navale


Prepararsi al black-out

Per comprendere meglio questa revisione, consideriamo una nave da crociera in mare aperto che subisce un black-out, cioè un’interruzione improvvisa delle fonti di energia: sicuramente i passeggeri reagiranno in modo diverso a seconda della loro natura e, nella maggior parte dei casi, la loro risposta sarà abbastanza tranquilla e collaborativa, soprattutto se le comunicazioni del Comando saranno chiare ed esaurienti. Come si può ben immaginare, purtroppo non mancheranno  reazioni di stress e panico derivanti anche da vari fattori ambientali.
Attualmente però, non esiste alcun regolamento che consideri  il black-out come uno degli argomenti da gestire durante l’esercitazione obbligatoria  alla quale i  passeggeri partecipano all’inizio del viaggio.  Allo stesso modo,  non è stata emessa alcuna direttiva che renda obbligatorio l’addestramento dell’equipaggio nel caso in cui si verifichi gran parte del  blocco dell’energia di bordo.   
A mio parere, un programma di training con relative esercitazioni per tutto il personale è oltremodo necessario, in particolare per quello più a contatto con i passeggeri, che preveda anche  il black-out fra le emergenze da descrivere durante l’esercitazione di routine che  si svolge prima della partenza della nave dal porto di inizio crociera.

La SOLAS (reg. 42 - punto 3.2) richiede che le navi costruite dal 10 luglio 1998 debbano essere dotate di sistemi che, in caso di  dead ship (nave senza fonti di energia), siano in grado di ristabilire la propulsione e tutti i servizi necessari in 30 minuti. Il suddetto regolamento è molto preciso anche nel descrivere i macchinari e le utenze che devono essere collegati al quadro di emergenza con i rispettivi requisiti di autonomia (generalmente in 36 ore).
Ad oggi, purtroppo, anche le centrali di emergenza sono vulnerabili a danni che ne compromettono il funzionamento. E’ già accaduto che navi da crociera, anche moderne, siano rimaste per alcuni giorni in mare aperto “senza governo” (cioè mancanza di propulsione, timone e mezzi di navigazione) a causa di avarie dette appunto “centrali”. Le conseguenze per ospiti ed equipaggio sono state catastrofiche, nella maggior parte dei casi  fra gli altri inconvenienti si sono verificate le seguenti anomalie  :

-    Sistemi igienici parzialmente o completamente fuori uso con conseguenze facilmente immaginabili;
-    Impianti di acqua dolce fuori servizio con conseguente criticità della situazione igienica sia per le persone che per le varie sezioni di bordo ;
-    Aria condizionata e ventilazione inutilizzabili hanno costretto  le persone  all’esterno esponendole   alle intemperie (anche questa da considerarsi una situazione di criticità specie per i più deboli);
-    Ascensori fuori servizio. Considerando il numero di ponti delle navi passeggeri moderne, questo è da considerarsi un inconveniente serio specie per le persone anziane, sempre presenti in gran numero.

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Nave da crociera illuminata a festa

Cosa sta cambiando

Il Maritime Safety Committee,  nella riunione numero 82  del novembre 2006,  ha adottato alcune norme che hanno risolto in parte il problema. Tali provvedimenti si applicano alle navi costruite dopo il 1° luglio 2010. Tra questi, è importante sottolineare quello che individua -  in caso di emergenze che non comportino l’abbandono nave - delle aree di sicurezza in cui sono garantiti i servizi minimi come impianti igienici, acqua, cibo, rifugio dalle intemperie, luce, ventilazione, mezzi per prevenire ipotermia e colpi di calore, centri medici alternativi.
Per  le navi costruite prima del luglio 2010 sarebbe invece altresì auspicabile che la revisione in corso produca delle nuove linee guida sulle utenze  che devono essere collegate al quadro di emergenza, aggiungendone  alcune  in grado di mantenere un livello minimo di comfort ed una situazione igienica accettabile per passeggeri ed equipaggio anche in caso di black-out prolungati.

Purtroppo, anche  le nuove modifiche “MSC 82” non considerano il caso in cui la centrale di emergenza subisca un’avaria prolungata durante la quale un minimo di energia elettrica sia disponibile e in grado di permettere il rientro della nave in porto dopo la criticità.
Per la cronaca, su unità più recenti, alcune compagnie di navigazione hanno volontariamente (cioè anche se non previsto dalla SOLAS) collegato al sistema di emergenza alcune utenze atte a garantire un minimo di comfort a  passeggeri ed equipaggio in caso  di una  prolungata avaria del sistema elettrico principale.
Infine, ritengo sia anche necessario  lo studio e la realizzazione di nuove soluzioni tecniche  che garantiscano la disponibilità di una buona parte della potenza elettrica necessaria in qualsiasi situazione che si presenti.

Come ho scritto in precedenza, il settore delle crociere è relativamente giovane e in continua evoluzione. Tale sviluppo è continuamente monitorato dalle varie organizzazioni internazionali che sono continuamente impegnate nel miglioramento degli standard di sicurezza.
Molto è stato fatto e molto resta ancora da fare per vincere la sfida per vedere sul mare  navi da crociera sempre più sicure.

Buona Crociera a tutti!


CSDM Nicola Samarelli 11/2012


 

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