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Sistema di monitoraggio dinamico dell’assetto PDF Stampa E-mail
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Le nozioni base di stabilità apprese all’Istituto Nautico ci insegnano che la miglior dinamicità della nave  in movimento si verifica generalmente con un assetto positivo, cioè  con lo scafo leggermente appoppato. Tutto ciò per usufruire di una maggiore velocità, stabilità di rotta e sfruttare al meglio le prestazioni dell'elica e del timone quando questi organi di governo sono più immersi in acqua della parte prodiera. Questi insegnamenti  potevano essere validi negli anni passati e, forse,  riguardavano solo le piccole imbarcazioni.

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Oggigiorno,  viste le notevoli dimensioni strutturali  e le diverse tipologie delle costruzioni navali che sono in continuo sviluppo, bisogna considerare altri fattori come le misure decisamente aumentate, la forma della carena e le sollecitazioni allo scafo.  Si vedrà perciò che l’assetto positivo (cioè scafo appoppato) non è – per certo – la migliore condizione idrodinamica mentre la nave è “alla via”.
Le unità su cui lavoro, tutte di lunghezza superiore ai 300 metri e tonnellaggio maggiore a 100.000 GRT (tonnellate di stazza lorda), hanno installati i “sistemi di monitoraggio della dinamicità e dell’assetto” (Dinamic monitoring system & Trim Assistant).  Questi impianti sono composti da diversi sensori posizionati sia all' interno che all'esterno dello scafo che monitorano fattori come l’immersione, l’inarcamento/insellamento,  le torsioni,  lo sbandamento e l'andamento idrostatico e idrodinamico della nave. Questo avviene da parte del “computer della stabilità” -  coadiuvato da sonde elettroniche - che fornisce all’impianto i piani della nave, il peso/volume del contenuto di carico, la situazione dei doppifondi e degli  spazi liberi. Tali sistemi sono interfacciati tra di loro anche con i sensori GPS, l’ecoscandaglio e il solcometro. Le informazioni vengono poi mostrate su schermi con tecnologia touch screen situati sul ponte di comando.

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Sistema di monitoraggio degli sforzi della nave

Il vantaggio di questo impianto è che opera sia in fase statica (in porto) che dinamica (in navigazione). Infatti, grazie a tutte le informazioni  derivate dai sensori, in porto possiamo effettuare operazioni di carico/scarico pesi in sicurezza, mantenendo entro valori ottimali gli stress a cui la nave è soggetta. Tali valori sono calcolati ed aggiornati dal sistema in tempo reale. Per inciso, sulle navi da carico lo sbarco/imbarco pesi è causato generalmente dalla movimentazione di merci trasportate, zavorra e carburante; sulle navi da crociera invece, solo dallo spostamento della zavorra e del carburante.
In navigazione, tali sistemi  forniscono continuamente l'assetto relativo alla velocità in quell’istante e vengono indicati i pesi da spostare, compreso l'assetto ottimale a quella velocità. In tal modo, si otterrà una migliore idrodinamicità della nave e conseguente maggiore velocità  con minor consumo di carburante.

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Esempio di operazione di zavorramento effettuata per portare l’assetto della nave ad un valore ottimale per la velocità di 17.5 nodi SOG (rispetto al fondo) e 18.21 nodi STW (velocità rispetto all’acqua). Inizialmente la nave era appoppata di circa 15 cm. E’ stata fatta un’operazione di “imbarco peso”, finche’ la nave ha raggiunto l'assetto ottimale, cioè un'appruamento di 10 cm., confermando quanto scritto finora.

Infine, tutti i parametri risultanti dalla situazione di stabilità della nave vengono automaticamente inviati alla compagnia armatrice via Internet, la quale è costantemente aggiornata sulle prestazioni ottimali delle proprie unità.

Josefine Lauridsen - Referente Navigante - 11/2012

Per saperne di più:   Vedi i siti di Eniram e Napa,  due tra i produttori di software gestionale della stabilità navale. Se vuoi costruire una nave "tua" vai qui.

 

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