Camogli ,

Chi è online

 60 visitatori online

Pirati!!!

CASA DEI MARINAI

Ammissione alla Casa dei Marinai

I numeri e il mare

Matematica col Prof Mortola
Know Maritime English!

Condividi su Facebook!

Che Schifo! PDF Stampa E-mail
AddThis Social Bookmark Button

Ma quando la finiranno di speculare sull’ignoranza della gente, sull’emozione dei momenti, sulle tendenze sociali guidate dai sondaggi? Quando la finiranno di dire e scrivere tutto quello che vogliono senza che nessuno li venga poi a chiamare per correggere le proprie affermazioni?
Ma quando ci sarà finalmente la proibizione di usare le notizie fra virgolette oppure i verbi al condizionale per i titoli sensazionali?

geircover
Nave alla fonda nel fiordo di Geiranger (Norvegia)

Adesso è venuto fuori che le navi da crociera non inquinano. E’ scritto e firmato nel rapporto sul monitoraggio effettuato da Arpal, Università di Genova e Area Marina di Portofino. I risultati del complesso studio sono stati inviati al Ministero dell’Ambiente e sono stati consegnati ai Sindaci dei comuni del Golfo del Tigullio che hanno sofferto a tutti gli effetti dalla mancanza di approdi che furono scoraggiati a causa delle restrizioni imposte dall’emozione scaturita dall’evento dell’Isola del Giglio (rammento che le posizioni di fonda sono spostate talmente lontano dalla costa da creare problemi per le operazioni dei tenders).
Ah si?  Allora adesso parlo...anzi, ancora peggio, SCRIVO! (english below)

In uno di quei giorni che seguirono il maledetto  incidente mi toccò di sentire da una  radio a diffusione nazionale una disquisizione del conduttore a proposito delle vacanze in crociera. Lui dava per acquisito che le navi non solo inquinavano ma inoltre non offrivano niente di positivo e che in crociera andavano solo persone ignoranti e senza iniziativa. E giù a spiegare come i liquami uscivano dalle navi per contaminare mari e spiagge. Naturalmente si trattava di un monologo senza interlocutori che potessero metterlo in discussione. La voglia mi venne, di fare qualcosa, di chiamare qualcuno, di protestare l’enorme ignoranza sull’argomento da parte di chi aveva a disposizione un mezzo pubblico (pagato anche da me) per esprimersi a milioni e milioni di persone.

geir2
Navi alla fonda nel fiordo di Geiranger (Norvegia)

Ma poi, forse per vigliaccheria oppure anche per paura non feci molto.  Sì,  proprio PAURA. Paura che mi venisse tappata la bocca dal branco.
Il BRANCO quella volta era costituito da tutti quelli che si sono gettati sull’evento e si sono subito sentiti tecnici nautici, esperti di navigazione. In realtà la maggior parte di loro si è rivelata esperta di sparatorie sulla Croce Rossa.
Negli innumerevoli convegni televisivi o radiofonici del momento, i veri esperti furono messi allo stesso livello di improvvisati giudici popolari di qualsiasi estrazione professionale e sopraffatti dal numero e dalla rumorosità di quest’ultimi.
Capiamoci bene, l’incidente ci fu, i morti ci furono, gli errori ci furono. Io mi limitai a partecipare a riunioni fra competenti nella sede dei Capitani di Camogli dove si discusse con dirigenti di società marittime, operatori del personale marittimo, tecnici del settore, comandanti di navi.
Sì, COMANDANTI e cioè quei professionisti che in quel momento si sentivano sotto processo mediatico e che avrebbero voluto gridare al mondo le loro ragioni ai molteplici untori delle loro porte.
Decenni se non secoli di esemplare comportamento da parte di una intera stirpe di uomini di mare in quel momento venivano sopraffatti dal letame prodotto dagli esperti di sfruttamento dei mezzi moderni di informazione.

E ora viene fuori che le navi da crociera non inquinano.  Ma come?  Ma se solo qualche mese fa questi mostri di metallo amministrati da pirati e comandati da corsari lordavano il mondo!!!
Mi fu chiesto di essere presente ad una riunione informale fra autorità locali, dirigenti di riserve naturali e operatori commerciali che era stata convocata per cercare di risolvere il problema legato all’allontanamento delle navi da crociera dalle aree con equilibrio ecologico sensibile. Ero là solo nel caso che qualcuno avesse chiesto spiegazioni a proposito delle tecniche di smaltimento usate sulle navi. Non dissi una parola, semplicemente perchè apparve che si era capito dalle ricerche preliminari e spontanee che le navi, alla fine, non erano il problema.
Però ci voleva l’evidenza della cosa, tenuto conto del contesto nel quale le restrizioni erano state create. Ecco che venne fuori l’idea del monitoraggio da effettuarsi da parte degli enti più esperti del settore. Riuscirà il risultato di questo rapporto a riabilitare, almeno in parte, la temuta presenza delle navi da crociera all’ancora nelle nostre baie? Chissà.

santo2
Nave alla fonda nel cratere di Santorini (Grecia)

Nel frattempo rammentiamo che pochi giorni fa davanti alla spiaggia di Copacabana, uno dei più bei posti del mondo, all’ancora c’erano una quindicina di navi da crociera in occasione dei fuochi artificiali di capodanno. Distanza dalla spiaggia: 500 metri. Tutto svolto in sicurezza (io l’ho fatto per moltissimi anni).
Rammentiamo inoltre che si va all’ancora nella baia di Villefranche in Costa Azzurra, un’altro dei posti più belli del mondo, a 400 metri da Cap Ferrat. Tutto in sicurezza (anche qui l’ho fatto per moltissimi anni).
Si va all’ancora nel fondo del fiordo di Geiranger, uno dei più bei posti del mondo, distanza da terra: massimo 300 metri. Tutto in sicurezza…l’ho fatto per molti anni.
Si va all’ancora o si sta sulle macchine per molte ore nel cratere di Santorini, uno dei più bei posti del mondo, distanza da terra:....guardate le foto......Tutto in sicurezza…l’ho fatto per moltissimi anni.
Rammentiamo infine che quando le navi entrano nei porti e si affiancano in banchina la distanza dalla costa è “0” (ZERO)…tutto in sicurezza (l’ho fatto per moltissimi anni).

Ma allora perchè questo accanimento per le navi ? La cosa non è nuova.
Quando ero un giovane ufficiale e lavoravo sulle navi da crociera che stavano iniziando il loro fenomenale boom nel campo delle vacanze, dovetti partecipare allo sforzo di adeguare la sanità delle navi alle regole sanitarie di terra. Attenzione, non una terra qualsiasi ma gli Stati Uniti d’America.
Siccome lavoravamo con clienti americani nelle isole dei Caraibi  - imbarcandoli e riportandoli in patria - le istituzioni del paese pretendevano che rispettassimo i loro standard. Le regole da seguire erano dettate dalla famosa U.S.P.H. (United States Public Health).  Per farla breve, siccome le ispezioni continue e ripetute ci sottoponevano ad una dedizione irragionevole per l’adeguamento alle disposizioni in materia gli operatori delle crociere domandarono alle istituzioni di far seguire corsi specifici (a pagamento) sulla materia al personale di bordo.
La cosa fu organizzata.  Io stesso dovetti volare a Miami per seguire uno di questi corsi.
Naturalmente imparammo a conservare i cibi, a mantenere i locali esenti da batteri, a clorinare l’acqua, a usare i prodotti correttamente e tutto il resto.
Quando alla fine, dopo il conseguimento del brevetto, in uno sforzo magnanimo di democrazia e di liberismo ci fu concesso di porre domande, tutti noi chiedemmo come mai si pretendeva un così grande rigore dalle navi, dove le cose andavano abbastanza bene e poi noi andavamo a mangiare e bere a terra e vedevamo scarafaggi nei ristoranti. Ebbene le risposte e le spiegazioni ci furono, ma mai esaurienti. Ancora adesso si procede sullo stesso metro.

ville2
Nave alla fonda nella baia di Villefranche (Francia)

Le ispezioni sulle navi sono continue e spietate. Pochissimi anni fa durante la famosa emozione per la febbre suina, sulle navi dovemmo moltiplicare gli sforzi per adeguarci alle nuove imposizioni. Molte navi da crociera vennero fermate all’imboccatura dei porti per ricevere ispezioni dalle autorità di terra che però poi si limitavano al controllo di documenti. Bastavano pochissimi casi di diarrea a bordo per imporre profilassi totali. Tutto questo portò a ritardi enormi negli approdi  senza parlare delle perdite di denaro a causa delle varie cancellazioni. Da sempre, se ci sono casi di gastroenterite sulle navi, la notizia fa il giro del mondo. Non credo ci sia speranza.

Una famosa filastrocca inglese dice a proposito del giornalismo: “Solletica il pubblico, fallo sorridere, piu’ lo solletichi e piu’ ci guadagni. Informa il pubblico e non sarai mai ricco: vivrai come un mendicante e morirai in un fosso.”

Ritorniamo infine al rapporto del monitoraggio. Speriamo che vengano riconosciute le colpe e i meriti. Nel caso delle colpe, speriamo altresì che vengano prese delle misure, anche se le responsabilità non sono delle navi.=

CSLC Giuseppe Casini Lemmi (1/2013 - foto fornite dall'autore)



Disgusting!

After a long period of time during which the all media speculated about the grounding of the Giglio Island taking advantage of the ignorance of the people, now it turns out that cruise ships do not pollute.
It is written and signed on the report of the monitoring carried out by Arpal (Regional Agency Environment Protection), University of Genoa and Marine Area of Portofino. The results of the study related to the Tigullio area were sent to the Ministry of The Environment and have been delivered to the mayors of the involved municipalities who have suffered in all respects by the lack of calls that were discouraged because of the restrictions imposed by the emotion triggered by the event. Reminding that the anchor positions were pushed far from the previous ones.

In one of those days that followed the bloody incident I had to hear from a national radio a disquisition of the conductor about cruise vacation. He took it for granted that cruise ships not only pollute but also do not offer anything positive and just offer vacation for ignorant people. He continued with his explanation about how the sewage from ships contaminates seas and beaches. Of course it was a monologue without partners who might challenge the allegations.
I had the urge to do something, to call someone, to protest the enormous ignorance on the part of those who had at his disposal, public means (also paid by me) to speak to millions and millions of people.
But then, perhaps cowardice or fear I did not do much.
Ies FEAR.
Afraid that I was plugged the mouth from the herd.
THE HERD that time was made up of all those who jumped on top of the event and have immediately felt marine technicians, experts in navigation. In reality, most of them turned out to be experts of shootings on the Red Cross.
Those days, in countless TV or radio conventions, the real professionals were put on the same level of improvised experts and overwhelmed by the number and the noise of the latter.
It must be understood, the incident took place, there were the dead, there were errors.
I limited myself to attend meetings among competent professionals in the seat of the Captains Society of Camogli where the discussion was with managers of shipping companies, operators of maritime personnel, marine technicians, masters.
Yes MASTERS, those professionals who at that moment felt on trial by media and who wanted to proclaim to the world their reasons against the generalized attack.
Decades if not centuries of exemplary behavior of generations of seamen at that time were overwhelmed by the abuse of manipulated information.
And now it turns out that cruise ships do not pollute. Strange if we consider that only a few months ago these metal monsters administered and commanded by pirates were polluting the world!

I was asked to be present at an informal meeting between local authorities, managers of nature reserves and traders who had been called to try to resolve the expulsion of the cruise ships from areas with sensitive ecological balance.
I was there in case someone had asked for an explanation about the disposal techniques used on ships. I did not say a word, simply because it appeared that it was understood by the prior and spontaneous research that ships, in the end, were not the problem.
The problem was to show the evidence of that, given the context in which the restrictions were created.
This is why the idea of monitoring to be carried out by agencies experienced in the industry came out.
The question is: will the result of this report be able to rehabilitate, at least in part, the dreaded presence of cruise ships in the sensitive areas ? Who knows.
In the meantime, remember that a few days ago in front of the Copacabana beach, one of the most beautiful places in the world, at anchor there were about fifteen cruise ships on the occasion of New Year's fireworks. Distance from the beach: 500 meters. All done safely (I have done it for many years).
We recall also that it ships anchor in the bay of Villefranche on the French Riviera, another of the most beautiful places in the world, 400 meters from Cap Ferrat. All safe (even here I have done it for many years).
We recall that when ships enter ports and reaches the quay, the distance from the coast is "0" (ZERO). All in safety (I did it for many years).

The attitude against ships is not new.
When I was a young officer and worked on cruise ships that were beginning their phenomenal boom, I had to participate in the effort to bring the sanitation of ships within the health rules of the United States as we were working with American clients in the Caribbean. The required standards  were dictated by the famous USPH (United States Public Health).
Since the continuous and repeated inspections obliged us to a huge dedication for the compliance, the cruise operators asked the institutions to provide specific courses on the subject.
I had to fly to Miami to follow one of these courses.
I learned how to store food correctly, to fight the bacteria, to chlorinate the water, to use the products correctly and everything else.
When at last, after obtaining the patent, in an effort of magnanimous democracy we were allowed to ask questions, all of us (students) asked why ships where under such a control while restaurants ashore were full of cockroaches.
The answers and explanations were never exhaustive. Even now the attitude is the same. The inspections on the vessels are continuous and relentless. A few years ago during the famous emotion for swine flu, ships had to intensify their efforts to adapt to new measures. Many cruise ships were stopped at the entrance of the ports to receive inspections by the authorities. Just a few cases of diarrhea on board were leading to general prophylaxis. All this led to huge delays in landing not to mention the loss of money due to shore excursion cancellations.
As always, if there are cases of gastroenteritis on ships, the news promptly goes around the world.

Going back to the monitoring report, we hope that in case of faults, measures will be taken even if the responsible are not the ships.

Capt. Giuseppe Casini Lemmi (1/2013 - photos supplied by the author)




 

Consulenze previdenziali

Consulenze Previdenziali

 

Copyright © 2017- Società Capitani e Macchinisti Navali - Camogli
E' vietata in qualsiasi forma la riproduzione, totale o parziale dei contenuti del sito
Any reproduction, total or partial of the contents of this website, is strictly forbidden


Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy (raggiungibile anche col menu di sinistra). Per saperne di piu sui cookies di questo sito e come cancellarli, vedi la regole privacy.

Accetto i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information
escort eskisehir escort eryaman escort samsun escort bursa