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Da guerra bruta ad oasi di pace PDF Stampa E-mail
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(english below)

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Dire che lo Scapa Flow sia un bel posto è una responsabilità che non mi posso prendere. Diciamo pure che il panorama non ha niente di accattivante.

Se poi dovessimo esprimerci da marinai mediterranei lo Scapa Flow lo definiremmo un posto di m..., specialmente da quando ci si trovano le strutture per l’importazione e l’esportazione del petrolio britannico del  Mare del Nord. Senza pensare alle decine di navi affondate e alle tombe sommerse di migliaia di marinai.
Lassù fa freddo anche quando fa caldo, ci sono grandi maree e quindi grandi correnti, l’acqua non è mai trasparente e sulla terra, l’eterno vento gelido scoraggia gli alberi dal viverci.
Le isole che lo racchiudono, le Orcadi, le ho visitate molte volte facendo sosta nel porto di Kirkwall, la capitale. Per i passeggeri era una sosta di cultura geografica e storica.

In questo posto remoto si sono verificati orribili fatti di guerra, l’ultimo dei quali all’inizio del secondo conflitto mondiale, ma esiste anche un sublime simbolo di pace. Non racconterò le vicende perchè sono già scritte e descritte nei saggi e nei rapporti storici di cui vi do qui in fondo alcune referenze.
Voglio invece attrarre l’attenzione sul gesto nautico (ripeto: nautico) e non bellico, del Comandante tedesco del sommergibile U47, Gunther Prien. Questo personaggio non passò alla celebrità internazionale per vari motivi. Intanto correva per la parte sbagliata, quella che ha perso la guerra. Inoltre gli storici britannici non enfatizzarono di sicuro la sua impresa che ridicolizzò l’organizzazione della più gloriosa marina da guerra del mondo.
Infine il Comandante Prien morì meno di due anni dopo la sua grande impresa affondando col suo sommergibile durante una “normale” operazione navale nelle acque Islandesi. Fu un cacciatorpediniere britannico che prevalse in quel duello.
Non ho mai capito perchè Prien non fu mai promosso a incarichi superiori dopo il suo successo nello Scapa Flow. La portentosa macchina della propaganda nazista si limitò a farne un eroe pubblico subito dopo l’evento pubblicando le foto a pranzo con Hitler e i servizi cinematografici, le sue interviste ed i suoi promemoria. Ma lo lasciarono continuare a svolgere il compito di Comandante del suo U47.

scapaflow1
14 ottobre 1939: lo scenario dell'affondamento della nave da battaglia Royal Oak nella
baia di Scapa Flow da parte dell'UBoot U47. Notare il sito della Chiesa Italiana./
October 14, 1939: the scenario of the sinking of HMS Royal Oak at Scapa Flow.
Note the site of the Italian Church

Eppure io ho visto di persona gli specchi d’acqua dove il sommergibile riuscì ad entrare. Fui invitato ad accompagnare il Past President del porto di New York (mio passeggero) che era un amante delle imprese nautiche audaci e comprò la crociera in quell’itinerario proprio per vedere i luoghi dell’operazione.
Il dirigente del dipartimento navigazione delle Orcadi ci illustrò sul posto la differenza fra le strutture attuali e quelle esistenti nel 1939 per cui realizzammo quanto vicino al vero fosse chi considerava l’impresa quasi impossibile. Ci recammo persino sul punto in cui i fari del famoso taxi  illuminarono nella notte per un attimo il sommergibile in agguato.
L’U47 attese posato sul fondo, poi riemerse, poi sul fondo di nuovo per attendere l’oscurità, quindi raschiò la chiglia sulle catenarie di difesa, poi rischiò la collisione con le navi affondate a protezione del canale di entrata, poi rischiò di sbagliare il percorso nell’intricata rete di vie d’acqua. Ci fu anche l’imponderabile. Malgrado che fosse stata studiata l’operazione per una notte senza luna, all’improvviso si verificò il rarissimo fenomeno ottico dell’ Aurora Boreale che rese molto visibile il sommergibile ma anche permise ai navigatori del U47 di districarsi in mezzo agli ostacoli con meno difficoltà.
La freddezza che ebbe Prien di insistere nell’azione con la perdita di tempo per un secondo attacco coi siluri ed il controllo di se stesso per navigare fuori da quell’inferno con la calma necessaria son caratteristiche invidiabili da chiunque.

La seconda parte del mio scritto è conseguenza di quell’avvenimento. Churchill dette ordine di costruire a difesa dello Scapa Flow un sistema di dighe che rendesse impossibile la violazione della base navale. A costruire le fortificazioni furono impiegati i prigionieri di guerra. Molti Italiani facevano parte di quelle squadre di lavoro. Questi ultimi sentirono il bisogno, negli anni passati in quel posto, di costruire una chiesetta con materiali di recupero per offrire a tutti il modo di estraniarsi dalla guerra e di riflettere ai valori della vita.

La Chiesetta Italiana dello Scapa Flow/The Italian Church of Scapa Flow (photos by G.C. Lemmi)

L’ultima volta che ho visto quei posti fu nel 2004 quando, insieme a mia moglie Michèle ed al mio Direttore di Macchina tedesco Wolfgang visitammo la chiesa dello Scapa Flow.
Entrando nella cappella fummo tutti presi da un senso di misticismo. La bellezza della semplicità. Il gusto dell’equilibrio delle dimensioni e dei colori, la dolcezza dell’insieme fanno di quella miracolosa costruzione un luogo di tutti. Un luogo per attenuare il dolore procurato dalla guerra e per suggerire il bello del vivere in pace tutti insieme.
Si calcola che più di 100.000 persone visitino la chiesa ogni anno. Persone di ogni nazionalità e razza. Per arrivare sul posto non ci sono nè ostacoli naturali e neanche ostacoli artificiali e non ci vuole nemmeno il talento nautico del Comandante Prien. Gli unici tubi di lancio che puntano alla Cappella Italiana sono gli obbiettivi delle macchine fotografiche degli ospiti Giapponesi, Americani, Tedeschi, Cinesi, Russi e di tutti gli altri paesi e di tutte le religioni.

Giuseppe Casini Lemmi (3/2013)

(Foto di G.C. Lemmi - Alcuni riferimenti storici sono tratti da: Wikipedia: HMS Royal Oak (08); Wikipedia: Gunther Prien; www.u47.org; http://digilander.libero.it/mosban/viaggi/scozia/cappella/Italia2.htm


              
From Brutal War to Ecstasy of Peace

To say that the Scapa Flow is a nice place is a responsibility that I can not afford. Let's just say that the landscape has nothing appealing, especially since there are facilities for the import and export of the British North Sea oil. Without considering the dozens of sunken ships and the submerged graves of thousands of sailors.
There it is cold even in warm weather, there are big tides and currents, the water is never transparent and the eternal cold wind discourages trees from leaving on that land.
The islands that surround it, Orkney, I have visited many times, stopping at the port of Kirkwall, the capital. For passengers was a stop of geographical and historical culture.
In this remote place there have been horrific acts of war, the last of which was at the beginning of the Second World War, but there is also a sublime symbol of peace.
I am not going to tell the stories because they are already written and described in the historical reports. I present here, at the bottom line, some references.
Instead, I prefer to draw the attention to the nautical gesture (I repeat: nautical) and non-military, carried out by the skipper of the German submarine U47, Captain Gunther Prien.
This event did not pass to international celebrity for various reasons. First, he ran for the wrong side, the one that has lost the war. In addition, the British historians certainly not emphasized his gesture that ridiculed the organization of the most glorious navy in the world.
Finally, Captain Prien died less than two years after his great enterprise. His submarine sank during a "normal" naval operation in the waters of Island. That time a British destroyer prevailed in the duel.
I don’t understand how Prien was never promoted to senior land positions after his success in Scapa Flow.
The portentous Nazi propaganda machine merely made a public hero of him after the event, with photos of the lunch with Hitler and film services, his interviews and his reminder. The establishment preferred to leave him at the helm of his U47.

I have personally seen the scenario where the submarine was able to enter. I was invited to accompany the former President of the Port of New York (my passenger) who was a lover of nautical special actions. He actually bought the cruise in that itinerary just to see the sights of the operation.
The manager of the navigation department of the Orkney illustrated on the spot the difference between the current structures and those existing in 1939.
We realized then, how close to impossible was the success of the operation. We even went to the place where the famous taxi lit the submarine in transit in the night.
The U47 proceeded submerged, then in surface, then submerged again waiting for the darkness, its keel even scraped the chains that were placed to protect the access. Then nearly collided with the sunken ships at the entrance of the channel, then threatened to fail the path in the intricate network of waterways.
The imponderable happened too.
Although the operation was designed for a moonless night, suddenly there was the rare optical phenomenon of Aurora Borealis which made the submarine very visible but also allowed the German navigators to extricate the U47 through the obstacles with less difficulty.
Captain Prien had the coldness to insist in the action with the loss of time for a second attack with torpedoes. The self control that enabled him to navigate out of that hell with the required calm definitely is enviable by any action man.

The second part of my writing is the consequent evolution of that event. Churchill gave order to build a system of defense that would make it impossible to breach the Scapa Flow naval base.
Prisoners of war were used to build the system. Many Italians were part of the work teams. The latter felt the need to build a church in order to offer everyone a way to sidestep from the war condition. They obtained the authorization to do it by using recycled materials among the poor availability.

At the end of our recent visit at Scapa Flow with my wife Michèle and the Chief Engineer Wolfgang, we went to take a kook of the Italian Church.
By entering the chapel, we were all taken by a sense of mysticism. The beauty of simplicity. The taste balance of size and colors, the sweetness of the whole make that miraculous building a place for everyone. A place to mitigate the harm caused by the war and to suggest the beauty of living in peace together.

It is estimated that more than 100,000 people visit the church every year. People of all nations and races. To reach the place there are neither natural nor artificial obstacles and it does not need the nautical talent of Captain Prien. The only launch tubes around the site are the camera objectives of the visitors.

Giuseppe Casini Lemmi (3/2013)

(Photos by G.C. Lemmi - Some historical reference is taken by: Wikipedia: HMS Royal Oak (08); Wikipedia: Gunther Prien; www.u47.org; http://digilander.libero.it/mosban/viaggi/scozia/cappella/Italia2.htm

 

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