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Il rifugio di Mawson PDF Stampa E-mail
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Natale 2013: Lo scenario del salvataggio della Akademik Shokalskiy (grafica B. Malatesta)

1) Il salvataggio

Molti appassionati di navigazione ed esplorazioni hanno sicuramente seguito durante le feste natalizie le vicende relative al salvataggio in Antartide delle 52 persone imbarcate sulla nave da ricerca Akademik Shokalskiy.

L'unità era partita dalla Nuova Zelanda ai primi di dicembre e il suo itinerario ripercorreva le tappe del celebre esploratore australiano Sir Douglas Mawson che rivisitò -  nel 1911 - anche il Polo Sud magnetico, a quel tempo ubicato in terra ferma.
Ma torniamo a quelle 52 persone: c'erano giornalisti, ricercatori, studiosi e turisti che dovevano misurare e verificare i dati acquisiti da Mawson; l'equipaggio era formato da 22 marittimi. Purtroppo, pur essendo "estate" in quella terra, nel giorno di Natale 2013, la  Shokalskiy rimase bloccata da una spessa banchisa di ghiaccio e lanciò quindi il messaggio di soccorso all'autorità australiana. La nave era dotata di "ice class", cioè  disponeva di uno scafo più robusto rispetto alle navi normali ed era perciò abilitata a navigare da sola in acque artiche o antartiche e senza rompighiaccio di scorta. Purtroppo le estreme condizioni climatiche del momento addensarono intorno alla nave una coltre ghiacciata e, seppur operativa nei suoi servizi interni, l'unità fu intrappolata in quel preoccupante scenario.

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Sopra, nave da crociera in Antartide e sotto, basi scientifiche (photo Bruno Malatesta)

Rimasero funzionanti anche le comunicazioni Internet: tutto il mondo seguì le escursioni in diretta trasmesse dagli apparati mobili dei passeggeri e tale agevolazione contribuì probabilmente a sdrammatizzare quella critica situazione.  Convocata dal centro di soccorso australiano, in aiuto dell'Akademik Shokalskiy giunse la nave rompighiaggio cinese Xue Long che, pur essendo meglio attrezzata della Shokalskiy (era dotata anche di un elicottero), fu anch'essa bloccata dai ghiacci ad una distanza di circa 10 km. dall'unità in pericolo. Il soccorso australiano convocò allora la Aurora Australis, un rompighiaccio che copriva itinerari proprio in quelle terre e, finalmente, il 2 gennaio 2014, le 52 persone, in buone condizioni fisiche, vennero trasbordate con l'elicottero della Xue Long sulla Aurora Australis, che le riportò a Hobart. Per la cronaca, le due navi rimaste intrappolate nei ghiacci poterono salpare in mare aperto l'8 gennaio, quando il tempo antartico migliorò. Fu una vicenda di mare che poteva assumere aspetti tragici, ma si era conclusa con successo sia per le persone, per i mezzi impiegati e anche per chi aveva coordinato quel salvataggio.

2) La spedizione di Mawson ed il suo rifugio
 
Come è noto, l'Antartide è meta di spedizioni scientifiche di tutto il mondo. Con Douglas Mawson nel 1911, l'Australia insediò varie basi nei pressi di Cape Denison, a circa 2700 chilometri a Sud della Tasmania. Tra queste, rimane famoso il "rifugio di Mawson", una costruzione in legno, appunto costruita per svernare dal famoso ricercatore, la quale venne rivisitata proprio dalla spedizione a bordo dell'Akademik Shokalskiy lo scorso dicembre 2013, prima che la nave si immobilizzasse nei ghiacci. Va qui ricordato che Douglas Mawson è stato un ricercatore-esploratore delle terre antartiche pari ai celeberrimi Roald Amundsen, Robert Scott e Ernest Shackleton.

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Sir Douglas Mawson (a destra), sul Polo Sud Magnetico (1909) (photo free Copyright)

Come componente della spedizione Shackleton, Mawson giunse nel 1909 sul punto itinerante dell'allora Polo Sud Magnetico; a causa di varie critiche sull'effettiva posizione di quella scoperta, il ricercatore australiano volle ritornare nel 1911 su quel punto - con una sua spedizione - tanto per confermarne l'attendibilità.

3) Il rifugio di Mawson a Hobart

Le estreme condizioni climatiche dell'Artide e Antartide ci hanno sempre meravigliati. Siamo ancor più incuriositi dai tentativi - molte volte falliti - di quegli esploratori che, con gli equipaggiamenti pionieristici di inizio '900, sfidavano la natura implacabile per saperne di più sul proprio pianeta ma anche per gettare le basi di eventuali sfruttamenti da parte dei paesi più avanzati e che sono - ancor oggi - oggetto di dispute internazionali.

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La replica del Rifugio di Mawson (Mawson's hut) a Hobart, Tasmania (photo Vincenzo Merlo)

E' forse per queste ragioni che a Hobart - in Tasmania - il governo australiano ha deciso di costruire una replica del rifugio antartico di Douglas Mawson, per mostrare cioè alla gente dove si poteva svernare in una terra ritenuta la più ventosa del globo, dove l'aggettivo "inospitale" è forse insufficiente per descriverne i dintorni.

Scorri col mouse la piantina del Rifugio di Mawson

L'amico della Società Capitani di Camogli, il Capitano di Macchina Vincenzo Merlo, diplomatosi al nostro Istituto Nautico, vive proprio a Hobart con la sua famiglia. Vincenzo ci ha fatto pervenire gentilmente le stupende immagini della riproduzione del rifugio di Mawson, che è attualmente in fase di completamento nei pressi del lungomare della città australiana.

Alcune immagini del Rifugio di Mawson a Hobart (Tasmania).
Si nota il dormitorio, la cucina, la stazione radio, il locale "svago",
il generatore ad acetilene e una foto del rigugio originale. (photo Vincenzo Merlo)

Lo scopo di questo scritto che parla di esplorazioni, navi e salvataggi in comune, è quello di evidenziare l'importanza globale della gente di mare di ogni paese, la cui storia deve essere salvaguardata come orientamento fondamentale per le passate e prossime generazioni di naviganti.
E questo è infatti  uno degli obiettivi del nostro sito web.=

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Tre

Bruno Malatesta (2/2014)

 

Commenti 

 
#1 2014-05-14 18:20
Congratulazioni , hai fatto un bell' articolo. Saluti carissimi.
Chicco
 

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