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1955: la Mc Samarine affonda nel porto di Crotone! PDF Stampa E-mail
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Era uno dei tanti viaggi (cento in totale) sulla stessa linea, Crotone-Pireo. La comandava il Padrone Marittimo Pietro Rossi ed io ero il Direttore di Macchina.

La Samarine era dotata di di due motori Ansaldo con invertitore, la vecchia cisterna aveva fatto sempre il  suo dovere. Il lavoro extra del suo equipaggio - che con il passare degli anni gli si era affezionato - la manteneva efficiente.
Un giorno dell'autunno 1955, ultimata la caricazione di ammoniaca liquida, è pronta la partenza. Il cielo  è scuro e il vento - che nel pomeriggio si è rinforzato - crea nel porto una risacca consistente, obbligando i cavi d'ormeggio a "cantare" ìl tempo che fuori ci aspetta.
Perciò il Comandante chiede a Crotone Radio le previsioni del tempo su Mare Ionio e Basso Adriatico. Riceve le piú nere previsioni: " Vento da Nord in aumento, mare forza 7", con il consiglìo di non muoverci, consiglio però contrario al contratto di noleggio che ci lega e che ci costringe ad uscire dal porto. Perciò ricevo l'ordine di Pronti in Macchina con la comunicazione che "andiamo a provare come è il mare"", se non si può, torneremo indietro. Alle 19 infatti, con i motori avanti adagio usciamo dal porto, ci accoglie un mare bravo rompente in coperta, che scavalca il ponte lance e quello di comando, che "annega" lo specchio di poppa. Navighiamo a mezza forza, la salita dall'acqua delle eliche fa sì che i motori precipitino. In macchina non esiste turno di guardia: tutto il mondo è presente, il temporale richiede la massima attenzione.

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Tratto di mare tra Crotone e Corfù (da Marine Traffic)

La rotta da seguire è Punta Alice - S. Maria di Leuca - Corfù, se ce lo permetterà la bora dell'Adriatico. Dopo tre ore di navigazione, con il mare che tratta la nave a suo piacere, riceviamo l'attenzione in macchina, giriamo di bordo: si torna indietro.
Alle 24 siamo in porto, di nuovo ormeggiati. A questo punto lascio il Primo Macchinista alla direzione dicendogli che, raffreddati i motori e caricata l'aria di avviamento, resti solo il motore ausiliario in moto, il rimanente macchinario si può fermare, il resto del personale vada a riposare.

Ma un'ora dopo i motori sono ancora in funzione, perciò mi precipito in macchina per sapere che sta succedendo. Mi si fa notare che c'è un'entrata d'acqua: il livello della sentina aumenta e nè i motori principali, nè la pompa ausiliaria bastano per l'esaurimento: l'acqua della falla è di gran lunga superiore alla loro capacità. Comunicata la criticità al Comandante e constatato l'impossibilità di annullare l'entrata d'acqua, si decide di cambiare l'ormeggio dove ci troviamo per dirigere ad un altro molo dove il fondale è basso, lasciando così alla  nave la possibilità di adagiarsi sul fondo, rimanendo emersa ma senza affondare.
Manovriamo coi motori i cui volani sembrano ruote di mulino, spargendo acqua in tutte le direzioni e obbligandoci ad una doccia non desiderata ma produttiva. Infatti, dopo un pò di tempo, udiamo lo scricchiolìo dello scafo che si posa sul fondo. Con l'ausilio di un palombaro riusciamo a fissare una placca di ferro con guarnizione nei pressi della falla, mentre un rimorchiatore portuale tiene asciutto il locale macchina con le sue idrovore.
Un sospiro di sollievo accompagna la fine della manovra: la vecchia carretta ci ha portato in porto. Merita il nostro "grazie di cuore": Grazie Samarine!

Romano Rossi


Dopo quell'avarìa, la Samarine scaricò l'ammoniaca e salpò per La Spezia, dove furono avviati i lavori di manutenzione che includevano la sostituzione di molte lamiere dello scafo. Rossi non frequentò l'Istituto Nautico, ma conseguì la patente di Meccanico Navale di Secondo Grado. Successivamente divenne un apprezzato Ispettore per quella Società Armatrice. Rossi è mancato recentemente a Barcellona, in Spagna.

CDM Idamo Rossi, cugino di Romano (8/2014)


Appendice: Romano Rossi, Poeta e Direttore di Macchina

(tratto da Antologia Virtuale della Poesia Italiana)

Romano Rossi , Direttore di Macchina della Marina Mercantile Italiana. Ispettore Tecnico e Capitano di Armamento per le Compagnie di navigazione Costiera, con sede a Milano e Virgilandia con sede a Lugano. Le sue poesie si trovano su: "Quaderni Versiliesi" (Pietrasanta); "Proposte il quadrato" (Milano); "La nave mia" (Ed. Il Cardo - Viareggio); "Antologia di poeti e narratori della Versilia" (Viareggio). Iscritto all'Accademia della Rocca città di Pietrasanta. Ha conseguito i seguenti premi: 1° premio "Rassegna d'arte città di Roma"; 1° premio "Rassegna d'arte Barbaresco di Tresana"; 1° premio "Il Cardo città di Viareggio"; 1° premio speciale "Il Sigillo degli Ospitalieri Altopascio"; Premio speciale "Poesia Grande trofeo città di Nizza", Francia; finalista "Premio Costa Viola", Roma; finalista "Cavalieri del Tau", Altopascio; 2° premio "Omaggio a Lorenzo Viani", Versilia; Premio speciale "Poesia San Domenichino", Massa.

La regina della piazza...
 
Giunto alla riva
dove l'acqua
riverbera di colori
e l'onda mormorina
frange sulla sabbia.
Naviga il pensiero
con il delfino amico,
mentre "nettuno"...
In questo giramondo,
al vento in poppa
lascia la compagnia.
E alla bonaccia tutta
il suo cantar la gloria.
Mai la "Morte" lo fu
regina della piazza,
solo la "Vita" con
il suo rotolarsi
fra tanti mari.





 

Commenti 

 
#1 2015-11-16 21:51
Grazie al caro collega rossi per queste meravigliose righe . Avevo appena cinque anni quando si svolsero i fatti narrati.chi lo avrebbe detto che anch'io capitano di macchina venti anni dopo avrei vissuto su quello stesso tratto di mare una simile disavventura.Dove è finita la grande marineria Italiana ? I grandi navigatori viareggini camogliesi , ma anche trapanesi , sorrentini ecc ? Perchè l'armamento italiano offende quotidianamente la gente di mare di questo paese negandogli l'imbarco ? perchè vanno ad istituire scuole per gente di mare in India con tanti giovani disoccupati che sarebbero felici di imbarcare è questo che si merita il popolo italiano così generoso nel contribuire alla loro fortuna ? casa dire ! Onore alla gente di mare italiana. Vergogna a chi non sa riconoscerne i meriti.
 

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