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Alla scoperta dei nostri fari Stampa E-mail
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far04L'Associata Scrittrice Annamaria "Lilla" Mariotti

La US Lighthouse Society è una storica associazione americana non-profit con sede ad Hansville, nello stato di Washington, il cui scopo è quello di divulgare la cultura e la storia dei fari, con un occhio anche alla loro salvaguardia, in tutto il mondo.

Fondata 30 anni fa da Wayne Wheeler, allora ufficiale della Guardia Costiera e tutt’ora suo Presidente, la Società organizza ogni anno dei tour negli Stati Uniti e in giro per il mondo cui partecipano appassionati di fari provenienti da ogni parte degli USA che non vedono l’ora di vedere da vicino questi monumenti del mare, molti dei quali, purtroppo, stanno andando in decadimento. Non più il più importante aiuto alla navigazione, come in passato, il faro è diventato un monumento il cui interesse tuttavia non è diminuito tra gli amanti del mare.

Quest’anno l’ultimo viaggio della stagione della USLHS si è diretto verso l’Italia e dopo aver ottemperato a tutte le richieste del Servizio fari della Marina Militare e ottenuto i permessi per visitare i fari italiani, un nutrito gruppo di circa una ventina di cittadini americani provenienti dai più diversi Stati (addirittura una coppia è arrivata dalle Hawaii), compreso  il Presidente, la nostra guida ed io, si è ritrovato il 17 settembre in un albergo di Genova.  
La mattina dopo il tour è iniziato con grande entusiasmo, con una prima visita alla vecchia signora che domina la città, la Lanterna, simbolo e ornamento della città stessa, il secondo faro più antico d’Italia.  Il guardiano, Angelo De Caro da vent’anni suo custode, ha accolto tutti con la cortesia che caratterizza tutti i faristi e ha guidato il gruppo fino in cima, nel sancta sanctorum del faro: la lanterna, lassù dove le lenti ruotano e spandono la loro luce nella notte. Costruita nella sua forma definitiva nel 1543, dopo una serie di altre torri, la lanterna è stata nel tempo più volte ristrutturata ed è riuscita a sfidare i secoli mantenendo intatto il suo fascino. Gli americani hanno molto apprezzato questa visita, un buon inizio, e si sono preparati alla partenza per la prossima tappa.

La mattina seguente eravamo a Marina di Carrara e poi a Viareggio, dove, grazie all’appoggio del Comando del Servizio Fari di La Spezia,  abbiamo potuto visitare entrambi i fari.  Il primo, costruito nel 1956, si trova nel porto della città. E’ un faro bianco, quadrato, alto 22 metri e con un’ottica fissa che ha una portata di 17 miglia. Il faro di Viareggio, il secondo e più recente in quella zona, è stato costruito nel 1993, dopo diverse traversie, è alto 30 metri e la sua luce ha una portata di 24 miglia. Non lo si può definire un bel faro, considerata l’architettura di molti altri, è un tubo bianco, la cui cima è circondata da un terrazzino su cui posa la lanterna e, particolare strano, all’interno non ha una scala a chiocciola, come si potrebbe pensare per un faro con quella forma, ma una scala normale.  Qui gli americani hanno avuto qualche riserva sull’interesse per questo faro, tuttavia non sono mancate le foto e tutti sono saliti fino alla cima.

La prossima tappa del viaggio prevede un trasferimento all’isola d’Elba e all’arrivo una visita al faro di Forte Stella. Si tratta di un faro storico, costruito nel 1789 per volere del Granduca di Toscana Pietro Leopoldo di Lorena, succeduto ai de’ Medici nel governo della Toscana, sul bastione di nord-est della fortezza medicea di Portoferraio. Il faro è composto di una torre rotonda di granito, alta 25 metri, 63 metri sul livello del mare, sormontata da una terrazza in stile medioevale ed emette tre lampi bianchi ogni 14 secondi con una portata dei 16 miglia marine.
Nel pomeriggio ci dirigiamo a Punta Polveraia, sulla costa occidentale dell’isola, a visitare l’omonimo faro, una costruzione bianca del 1909 a un unico piano, sovrastata da una torretta ottagonale a ottica fissa con una portata di 16 miglia. Qui non riusciamo a salire sulla torre a causa di lavori di manutenzione, ma siamo felici lo stesso, il luogo è bellissimo e la vista incomparabile. 

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Visita al faro di Livorno

Tornati sul continente ci aspetta la visita più importante, il faro di Livorno, il faro più antico d’Italia costruito nel 1302 per volere di Cosimo I° de’ Medici e chiamato anche Fanale dei Pisani in  quanto costruito dopo l’insabbiamento di Porto Pisano. Questo faro ha una storia drammatica, distrutto dai tedeschi in ritirata nel 1944 e stato ricostruito per volere dei Livornesi e inaugurato nel 1956. Per la sua ricostruzione sono stati utilizzati tutti i materiali originari recuperati e conci di pietra della Verruca ricavati dalla stessa cava di San Giuliano da cui erano stati ricavati gli originali e utilizzando anche i progetti dell’architetto Giovanni di Nicola Pisano che lo aveva costruito in origine.  Questo faro era stato cantato da poeti come Dante Alighieri e Francesco Petrarca e sulla sua cima si recava Galileo Galilei per le sue osservazioni.
La salita fino alla cima sulla sua scala a chiocciola è stato un trionfo, gli americani si accalcavano per non perdere neanche un secondo, finché siamo arrivati e il farista ci ha fatto salire a piccoli gruppi fino alla lanterna.   Il faro, alto 52 metri, ha un’ottica rotante che emette 4 lampi ogni 20 secondi ed ha una portata di 24 miglia marine. 

La traversata verso la Sardegna è stata molto confortevole, a parte la sveglia alle 6 !!!! Da Olbia abbiamo iniziato il tour dei fari sardi. Gli americani erano entusiasti. In ogni faro che visitavamo il farista, sia che fosse residente o che fosse venuto solo per aprici la porta, li accoglieva sempre con cortesia e gentilezza, li accompagnava su per la scala spiegando ogni particolare, che io traducevo, dalla data di costruzione, alla forma delle lenti, la potenza della lampada, la portata e rispondeva alle loro domande con infinita pazienza. Nell’ultimo faro, quello di Capo Sant’Elia, il farista, che vive lì con la famiglia, ha addirittura organizzato un rinfresco a base di dolcetti e vino sardo. Erano tutti estasiati dalla vista che si godeva dalle varie terrazze e sono state scattate migliaia di fotografie. Tutto questo è stato possibile grazie all’interessamento del Comando Zona fari della Marina Militare di La Maddalena.

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Visita al faro di Capo Ferro, in Sardegna

Il primo faro visitato dopo lo sbarco è stato quello di Capo Ferro, a nord-ovest di Porto Cervo,  un faro costituito da un edificio bianco due piani, dove si trovano gli alloggi, sovrastato dalla torre circolare Costruito nel 1858 ha un’altezza totale di 52 metri ed ha una portata del 24 miglia nautiche.  In seguito abbiamo raggiunto il faro di Capo Testa sul promontorio omonimo. Costruito nel 1845 anche questo è formato da un edificio bianco a due piani sul quale svetta una torre quadrata che ospita la lanterna. L’altezza del faro è di 23 metri e la sua luce ha una portata di 17 miglia nautiche.
Il nostro viaggio è proseguito in direzione di Oristano e verso il faro di capo San Marco che si trova su un promontorio nella parte meridionale della penisola del Sinis.  La strada per raggiungerlo è piuttosto ripida, ma nessuno si è tirato indietro. Ecco il faro, di costruzione piuttosto recente, risale al 1924, anch’esso è formato da un edificio rettangolare di due piani, e al disopra si trova la torre rotonda poggiata su una base quadrata e che regge la lanterna. Il tutto è alto 57 metri e la portata della luce è di 22 miglia nautiche. Questo faro ci racconta la storia di Elisabetta Deriu, il cui figlio è oggi il fanalista di San Marco, che nel 1967, dopo l’improvvisa morte del marito, allora guardiano di quel faro, ne prese il posto e diventò la prima, e allora unica, donna farista  d’Italia. 

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Il faro di Capo Sandalo a Carloforte, Sardegna

Il giorno seguente un altro traghetto, questa volta diretti a Carloforte, sull’Isola di San Pietro, dove andremo a visitare il faro di Capo Sandalo. All’arrivo ci attendono la TV e la stampa, una sorpresa che ho voluto fare a Wayne Wheeler, ho pensato che gli sarebbe piaciuto essere intervistato e poter parlare dei suoi amati fari, e così è stato. Qui le espressioni di ammirazione degli americani sono state più entusiastiche che negli altri fari. Questa maestosa costruzione, recentemente restaurata, come altri fari in cui eravamo già stati, ha suscitato la loro ammirazione e hanno detto che si trattava del faro più bello tra tutti quelli che avevano visitato. Per me è stato un ritorno al mio primo amore, perché in questo faro, molti anni fa, è nata la mia passione.  Costruito in cima a uno scoglio piramidale nel 1864 con pietra sarda che veniva portata a dorso di mulo dalla cala sottostante, la torre di 30 metri poggia su un caseggiato di due piani ma l’altezza totale sul livello del mare è di 134 metri. I 142 scalini portano nella stanza della lanterna che per il momento è spenta per un guasto tecnico, che dovrebbe essere risolto a breve. Questo è il faro più occidentale d’Italia e la sua portata raggiunge le 24 miglia.

Lasciamo Carloforte con un po’ di nostalgia, prendiamo il traghetto e da Portovesme ci dirigiamo verso Cagliari e il faro di Capo Sant’Elia. Questo è uno dei fari più antichi della Sardegna, costruito nel 1850 anche questo è un edificio di due piani sul cui fianco si alza una torre a strisce bianche a nere, alta 21 metri, sormontata da un terrazzino che sorregge la lanterna. La sua altezza sul livello del mare è di 70 metri e ha un’ottica rotante con una  portata di 21 miglia nautiche.
E’ adesso l’ora di trasferirsi ad Arbatax dove si trova il faro Capo Bellavista. Qui avviene una specie di ammutinamento, il faro è in cima a una montagna e nessuno si sente più di affrontare salite, così ci dirigiamo a Tortolì da dove si ha una buona visuale del faro e scattano i teleobiettivi. Anche qui, però, nessuno rimane deluso, ci documentiamo e scopriamo che è un faro a due piani, con una breve torretta su un fianco, dipinto a strisce bianche e nere, così almeno risultava dalle informazioni, ma in realtà pare sia stato ridipinto, . Si trova a 165 metri sul livello del mare e la sua ottica rotante spinge il fascio di luce fino a 26 miglia sul mare.

far05Spilla creata dalla gioielleria Tiffany con inciso il faro di Heceta Head (Oregon):
presente offerto dalla US Lighthouse Society ad Annamaria  "Lilla" Mariotti
per il suo intervento presso la Marina Militare Italiana per poter
effettuare le visite a tutti i fari italiani di Liguria, Toscana e Sardegna
negli scorsi Settembre-Ottobre 2014

Siamo alla fine della nostra avventura in Sardegna, e dopo l’arrivo a Livorno ci dirigiamo a Genova dove, la sera, ci ritroviamo tutti riuniti in un altro albergo di Genova per la cena d’addio. L’atmosfera è allegra, il viaggio è andato bene, tutti sono soddisfatti e l’esperienza è stata positiva. La mattina dopo ognuno partirà per le varie destinazioni con un carico di fotografie e di ricordi.

Annamaria "Lilla" Mariotti
Associata Società Capitani di Camogli

(Tour dei Fari del Nord Italia e Sardegna organizzato dalla US Lighthouse Society 17 Settembre – 4 Ottobre 2014).
Leggi QUI articolo relativo pubblicato dall'ANSA.

 

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