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1915: un relitto di sventurati camogliesi PDF Stampa E-mail
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La tragedia del piroscafo Varese (english below)

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Il cippo che ricorda le vittime del Varese nel Cimitero di Camogli/
Memorial stone of the Varese's Fallen at the Camogli's graveyard
(photo B. Malatesta)

Lo scenario
Nel gennaio 1915, mesi prima che venisse dichiarata la guerra all’Austria, partiva da Sfax, in Tunisia, una nave italiana. Si trattava del Varese, un piroscafo costruito nel 1871 in Inghilterra. Dopo vari passaggi armatoriali, l’unità ormai di quasi quarantacinque anni, era gestita dall’armatore genovese Clorialdo Devoto. A bordo vi erano ventuno membri d’equipaggio, tra di loro quattro camogliesi, il Comandante Carlo Mortola, il Primo Ufficiale Giovanni Marini, il Marinaio Fortunato Gimelli e il Cuoco Antonio Lardone.

Come conseguenza della transizione tra la propulsione a vela e quella meccanica, i Devoto, nota famiglia armatoriale di Lavagna, trasferisce a Genova i suoi affari: la Superba era sicuramente più idonea ad assicurare tutte le nuove necessità delle quali aveva bisogno una flotta composta da navi meccaniche. Come è noto, fu proprio quell’aspetto che caratterizzò la fine dell’epoca della vela – a gestione prettamente famigliare – nelle piccole città liguri.
Il Varese trasportava un carico di fosfati, diretto a Venezia. Nella notte tra il 18 ed il 19 gennaio, mentre la nave stava risalendo l’Adriatico nell’ultima parte del suo  viaggio, incontrava una burrasca di Bora molto impetuosa. L’unità abbandona quindi la rotta diretta per Venezia, cioè nel centro dell’Adriatico, per “ridossarsi” meglio a dritta, verso le coste dalmate.

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L'ultimo viaggio del Varese/The last trip of the Varese (graph. Bruno Malatesta)

Il Comandante Mortola decideva infine, nelle prime ore del 19 gennaio, di “appoggiare” verso Pola, nella penisola istriana, che a quel tempo era parte dell’Impero austro-ungarico ma, come si è detto, non ancora in guerra con l’Italia.
Già da molti mesi prima però, le autorità austriache, in guerra dall’estate 1914 con Francia, Inghilterra e Russia, avevano sistemato vari campi minati per difendere le loro acque strategiche. Va qui evidenziato che quelle aree esplosive provocarono l’affondamento anche di navi amiche e, soprattutto, mercantili.

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Il piroscafo Varese in una rara immagine/The Varese in a rare picture
(from Betasom.it)

Nelle concitate ore di quella navigazione pericolosa, forse per le carenti comunicazioni con le autorità portuali di Pola o forse per il cattivo tempo, verso mezzogiorno di quel 19 gennaio 1915, il Varese urta una mina fuori da quel  porto. Il danno è devastante: la prua viene letteralmente tranciata dal resto della nave. L’unità affonda in pochi minuti, portando con sé il suo sventurato equipaggio a quaranta metri di profondità; solo uno si salverà.
Vani furono i soccorsi delle navi nei dintorni: si doveva fare solo il conto dei morti. Purtroppo - seppur nella nuova epoca delle navi in ferro - Camogli doveva piangere quattro dei suoi bravi naviganti.

 

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Posizione del relitto del Varese/Position of the Varese's wreck
(from Fransreef.com)

A Camogli
Erano tempi di forte patriottismo, di accentuato contrasto storico verso l’Austria e di consapevolezza dell’imminente entrata in guerra del nostro Paese. Qualcuno ha detto che l’affondamento del Varese fu il primo sacrificio che l’Italia dovette subire nella Prima Guerra mondiale, ma ufficialmente non è proprio così.
In quel periodo storico, la nostra nazione era – in effetti – neutrale. Sul Monumento ai Caduti di Camogli – nella Piazza del Teatro – non si leggono infatti i nomi dei guattro marittimi deceduti sul Varese, proprio perché in quel periodo non c’era uno “stato di guerra” (che difatti fu poi dichiarato il 23 maggio successivo).

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Una commemorazione al Monumento dei Caduti in Mare a Camogli/ A Memorial Service
at the Monument of Fallen at Sea in Camogli (photo B. Malatesta)

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Il sindacalista marittimo  Giuseppe Giulietti durante una visita a Camogli/Maritime Union
Representative G. Giulietti while visiting Camogli (archive Società Capitani)

La notizia di quell’atroce tragedia si diffuse rapidamente nella nostra Città. Tutti i Camogliesi abbracciarono le sventurate famiglie dei deceduti. Il 31 gennaio di quello stesso anno, vi fu un corteo composto da tutte le rappresentanze civiche, che dal centro di Camogli, diresse al Cimitero Comunale. L’evento fu organizzato dalla Federazione dei Lavoratori del Mare: il suo Segretario, Giuseppe Giulietti, Capitano anch’egli, tenne un discorso prima che la mesta processione dirigesse al Cimitero, dove fu eretto un cippo marmoreo che ricorda il sacrificio di quei Concittadini.
Il giorno dopo, al Consiglio Comunale di Camogli, Prospero Pastorino – Macchinista Navale – intervenne sulla tragedia del Varese:
"Oggi, credo doveroso pronunciare in quest’Aula una parola di omaggio riverente alla memoria venerata di quei disgraziati naviganti. Erano vicini alla meta, dopo giorni di vigili ansie, quando ad un tratto e senza colpa, furono orrendamente mutilati e travolti negli abissi del mare. Vada l’espressione profonda del nostro cordoglio a lenire, se possibile, l’angoscia di tante sventurate famiglie. Ma vorrei invitare il nostro Deputato ad intervenire presso il Regio Governo per una più efficace tutela dei diritti dei naviganti neutrali sul mare ed insista anche perché le famiglie bisognose delle vittime di così grande sventura, non siano abbandonate con il dolore, ma che invece di semplici vittime di infortunio siano considerati, quegli umili eroi, come veri morti in guerra nell’adempimento del loro dovere"!

Il Varese oggi
Nel maggio 2015, la Società Capitani di Camogli fu contattata da Ben van Asselt, responsabile del gruppo di ricercatori subacquei belgi Global Underwater Explorers. Ben ci comunicò che il suo gruppo stava conducendo una ricerca storica su undici relitti nei fondali di Pola. Lo scafo al quale erano interessati era appunto quello del Varese, a cento anni dal suo affondamento, quindi una data importante anche per la nostra tradizione camogliese. Ci chiedeva ulteriori notizie sul nostro equipaggio scomparso in quel tragico evento ed asseriva che nell’immersione di fine maggio 2015, avrebbero posto una targa commemorativa coi nomi dei quattro camogliesi caduti. Tutta la documentazione della spedizione sarebbe poi stata raccolta nel loro sito web (dedicato alla nave) e in un video ad alta definizione che mostrava le visite in loco sul relitto del Varese.

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Disegno del relitto del Varese davanti ai fondali di Pola. La prua è staccata dal resto
della nave a conseguenza dell'urto con la mina/The Varese wreck lies underwater in front
of Pula (from Fransreef.com)

Di fatti, così è stato. I sommozzatori Belgi ci hanno ricordato una tragedia di cento anni fa, come se fosse una commemorazione. Avevamo scritto di un'altra nave Camogliese, il Sardomene, che fu silurato nelle acque d'Irlanda nel luglio 1915, questa volta a guerra dichiarata.

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La targa con i nomi dei 21 membri d'equipaggio che verrà posta sul relitto del Varese/
A plate showing the 21 crewmembers will be located on her wreck
(from the Varese Research web site)

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Particolare della targa dei Caduti sul Varese. Sottolineati in rosso sono i quattro Camogliesi:Il Comandante Carlo Mortola, il Primo Ufficiale Giovanni Marini, il Marinaio Fortunato Gimelli e il Cuoco Antonio Lardone. L'unico sopravvissuto fu  il Caporale di Macchina Alfieri Vidali di Livorno/Detail of ther plate located on the Varese's wreck. It shows (underlined in red) the names of the lost Camogliese crewmembers  (from the Varese Research web site)

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Un'immagine eccezionale: un sub di Global Underwater Explorer applica la targa con i nomi dei Caduti sul Varese (inclusi i quattro Camogliesi) sul relitto della nave/A diver of Global Underwater Explorer, fixes a Memorial plate, showing the name of the lost Crewmembers, on the Varese's wreck  (from the Varese Research web site)

Ecco, auspichiamo che la memoria di questi drammatici fatti riguardanti dei nostri concittadini non venga usurata dal tempo, perfido complice nel farci dimenticare quel passato che - invece - è un sublime pilota verso le asperità del futuro.=


Bruno Malatesta/Giugno 2015 (Photos by B. Malatesta , Global Underwater Explorers, various Internet sites, as cited);
Notizie locali attinte alla Civica Biblioteca "Niccolò Cuneo" di Camogli).


The tragedy of the steamship Varese

This article describes the tragic fate of the Italian steamship Varese, lost after colliding with a mine in January 1915 near Pula (today in Croatia). The Varese was managed by a Genoese shipowner and on board there were four crewmembers from Camogli, near Genoa. All crew, except one, died in the accident. Ben Van Asselt of Global Underwater Explorers (GUE) contacted our Society so as to complete a research about the wreck and story of the ship. As a consequence to this cooperation, the web site related to the Varese's wreck is now fully comprehensive of all the scenarios (past and present) of the Italian steamship and her tragic end. Please refer to this link for the English version of the whole research. On our side, we are searching any descendants of the Camogliese crewmembers so as to complete all the information about that tragic episode.
The Varese was the first Italian ship to be lost during the First World War, even if Italy - at that time - was not officially in war with Austria. We wrote about the Sardomene as well, an Italian sailing ship – managed by Camogliese owners - which was torpedoed by an UBoot in July 1915: that was indeed the first Italian ship to be lost in that war. =

 

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