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Il Crocefisso di Lussinpiccolo Stampa E-mail
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croxxCome è noto, la recente delibera della Corte europea dei diritti dell'uomo prevede di non affiggere il Crocefisso nelle aule scolastiche. La nostra Società è orgogliosa di conservare quel Crocefisso che dal 1855 era esposto nella sala dei professori dell'Istituto Nautico di Lussinpiccolo.

Il Crocefisso era stato apposto dalle autorità scolastiche dell'Impero Austro-Ungarico e rimase al suo posto anche quando l'Isola fu annessa al Regno d'Italia con il Trattato di Parigi del 1919. Solo nel 1945 le autorità jugoslave, che avevano assunto la sovranità dell'Isola, lo "staccarono" senza troppi indugi.
Fortunosamente salvato, attualmente è esposto nella nostra Sede ed è oggetto di grande rispetto generale.
Ecco qui di seguito una breve ma significativa vicenda narrata dalla signora Anita Krainz, gentile consorte del Comandante Bruno Sacella, Direttore del Civico Museo marinaro "G.B.Ferrari" di Camogli, che siamo certi farà piacere a tutti i lussignani, in particolare a quelli che hanno frequentato il glorioso Istituto Nautico "Nazario Sauro".  


Quando, nel 2005, fu pubblicato il bel volume con la storia del "nautico" di Lussinpiccolo,  a me e a mia sorella Ina venne in mente che in soffitta, dentro un vecchio baule, doveva esserci il Crocefisso della Scuola e ci ricordammo di una lontana storia: nel 1945, le nuove autorità dell'isola l'avevano fatto “staccare” tra virgolette, perché si tratta proprio di eufemismo e chi allora c'era, sa come vennero “staccati”.

La sera di quel brutto giorno, mio zio Stefano, che era da anni bidello della scuola, nel fare le pulizie  rinvenne il Crocefisso per terra, nella sala Professori e, con amore, lo raccolse e lo nascose sotto il camice. La statuetta del Cristo, in lega di stagno cava, aveva le ginocchia spezzate e le gambe pendevano attaccate al chiodo dei piedi, ma era il Crocefisso della “sua” scuola e quindi un prezioso cimelio. Lo portò a casa e lo affidò a mio papà Michele che lo nascose nel baule che ci ha sempre seguite in questi sessant'anni.
Nel 2005 appunto, collegando i duecento anni del Nautico di Lussinpiccolo con i centotrent'anni anni del Nautico di Camogli, mio marito, che è stato Presidente della Società Capitani e Macchinisti Navali di Camogli di cui fanno parte numerosi Capitani della nostre terre, pensò di sistemare il Crocefisso nella
Sede della Società. Fu ben restaurato e sistemato al centro della parete del salone con apposto sotto un cartiglio con la scritta in oro: "ex Istituto Nautico  Nazario Sauro Lusinpiccolo 1855 - 1945".
Sono certa che quella collocazione pone il Crocefisso del nostro Nautico al riparo di ogni ulteriore ingiuria, presente e futura, in un ambiente caro alla marineria, tra tanti ricordi che hanno il profumo del mare.

Anita Krainz

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Il Crocefisso del Nautico di Lussinpiccolo conservato in Sede

Breve storia di Lussinpiccolo (a cura della Sede)

Lussin Piccolo, nell'isola di Lussino (Losinj), si trasformò da villaggio di pescatori ad attivo centro mercantile, soprattutto per merito dell'intraprendenza della sua formidabile classe di armatori e capitani.
La sua storia commerciale è simile, in alcuni tratti, a quella di Camogli (ha persino i velieri nello stemma comunale). Lussinpiccolo raggiunse il culmine dei traffici mercantili tra la fine del Settecento e l'Ottocento, quando, nonostante il suo nome, divenne la comunità più grande di Lussino, togliendo a
Lussingrande, altro centro dell'isola, il titolo di capoluogo. Nei primi anni del 1800, la marina mercantile lussignana fu tra le più importanti dell'Adriatico e le sue navi erano presenti per i mari di tutto il mondo.
Col tramonto della vela, gli armatori di Lussino diventarono sempre meno numerosi, ma ciò nonostante, il suo glorioso Istituto Nautico continuò fornire molti capitani alla marina austro-ungarica. 

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Panoramica di Lussinpiccolo (Croazia) 

Nel 1919, a fine conflitto, il Regno d'Italia prese possesso dell'isola, come sancito dai relativi trattati di pace, che divenne così l'estrema punta della Venezia Giulia.  Successivamente, per altri ben noti trattati post-bellici, l'isola fu acquisita dalla Jugoslavia nel 1947 e nello stesso anno, gli italiani colà residenti partirono di fatto per altre destinazioni. A conseguenza di quell'esodo, la mancanza dell'originale popolazione mercantile determinò purtroppo un inevitabile impoverimento degli affari sul mare, riducendo l'economia dell'isola allo stato di sussistenza.
Dagli anni '70 però, Lussinpiccolo ha iniziato ad investire sul turismo, specie quello internazionale: la sua costa infatti è una delle più attraenti dell'Adriatico, ricca di splendide spiagge e centri balneari.

 

Commenti 

 
#1 2014-11-23 09:06
sono felice di scoprire che questo cimelio delle"nautiche" di Lussino sia finito in buone mani. quale citta megli di Camogli, con la sua grande tradizione marinara, può custodire meglio questo nostro ricordo?
 

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