Come si navigava senza automazione Stampa
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Un mio racconto sull'automazione navale era stato pubblicato sull’Ardiciocca, periodico di Recco. Pensavo di lasciarlo lì come un discorsetto tra amici senza pretese. Però, dopo qualche tempo, venne invece stampata sullo stesso giornale la lettera di un fraterno amico, Direttore di Macchina, anche lui in pensione, ma sempre pronto a confrontarsi. Penso che possa essere utile leggerlo.
Pro Schiaffino (1/2013)


"Come si navigava senza automazione"

Tutto vero al mille per mille quanto descritto dal Comandante Pro Schiaffino a proposito di black out o di blocco motore.
Ricordo un episodio che mi è capitato nel lontano 1967. L'unità era la motonave “Centauro” della “Sidermar SpA.", portata  45.000 tonnellate, un motore Fiat 908 S-HP 16.800, non automatizzata, in navigazione nel fiume Orinoco - Venezuela, verso Porto Ordaz.
Io, Direttore di Macchina, mi trovavo al posto di manovra, andamento regolare, avanti tutta, quando improvvisamente vidi una valanga di acqua di raffreddamento uscire da sotto un cilindro del motore principale. Capii che si era rotta la camicia e mentre ridussi i giri e feci intercettare l’acqua, la nafta e l’aria al cilindro relativo, telefonai al Comandante, il compianto nostro concittadino sig. Rosario Pace, il quale mi disse che se avessi fermato il motore, con la corrente del fiume, avremmo rischiato di perdere la nave.
Era assolutamente necessario perciò  continuare la navigazione per almeno circa mezz’ora in modo di arrivare in un punto ove era possibile dare fondo. Temevo il disastro poichè la camicia era rotta trasversalmente e lo stantuffo rischiava di incepparsi. Finalmente, a velocità ridotta, riuscimmo a dare fondo. La testata senza raffreddamento aveva raggiunto una temperatura tanto elevata per cui i dadi non si erano potuti mollare sino a quando la dilatazione lo concesse. Rimanemmo fermi 48 ore e cambiammo camicia e stantuffo completi, avevo difatti un equipaggio superlativo.

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Perché successe? Perché, nonostante non vi fosse un notevole consumo nella parte superiore della camicia, bastò che, a causa di una aumentata pressione dell’aria di lavaggio, il mantello avesse fatto troppo attrito sulla camicia nel lato scarico (dopo questa avaria tutti i mantelli furono leggermente ridotti nel diametro).
Prima di rimettere in moto il Comandante Pace mi mise in guardia con lo stesso discorso precedente: non avremmo dovuto più fermarci prima di giungere a Puerto Ordaz perché non c’erano posti da dar fondo. Fortunatamente andò tutto bene.

Il significato di  questo mio discorso è: “se ci fosse stato il blocco automatico del motore, come sarebbe andata a finire?"

Con i più rispettosi saluti ed un doveroso ringraziamento al vecchio amico Comandante Pro Schiaffino.

CSDM Giovanni Bistolfi (1/2013)

 

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