SOCIETA' CAPITANI E MACCHINISTI NAVALI - CAMOGLI

Il sommergibile sui fondali di Portofino
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Nel 1943 un nucleo fuorviato dello spionaggio nazista pianificò il recupero di un antico tesoro per mezzo d'uno dei famigerati sommergibili U--Boot. L'unità venne però intercettata dalla resistenza italiana e sparì nel mare dinnanzi a San Fruttuoso. Negli anni '70, un comandante camogliese coadiuvato da un pescatore di coralli di Santa Margherita rintracciava la carcassa del sottomarino con tutti i suoi misteri.

Quello che abbiamo appena letto non è un trafiletto storico ma bensì sono alcuni cenni dell'avvincente racconto di Emilio Carta "Il segreto di Cala dell'Oro", Edizioni Magenes/2007. Sapendo che l'intera storia di Carta ha dei minuziosi riferimenti storici, ci siamo prefissi di conoscere qualcosa di più sul quel relitto di Portofino ed abbiamo scoperto che, al pari del racconto, la sua identità rimane ancora oggi avvolta nel mistero.

Con gli interventi degli esperti di Storia Navale Maurizio Brescia e Francesco Mattesini, cerchiamo di dipanare ulteriormente gli interrogativi dell'U-Boot di Portofino, sulla sua identità e su cosa successe prima della sua perdita totale.


Recentemente, nel sito del Centro Sub Tigullio (www.cstigullio.com) viene presentato un filmato realizzato da subacquei del Centro relativo al relitto di Portofino. Premetto che non ho visto il filmato trasmesso in televisione domenica 3/6 da “Linea Blu”, tuttavia il filmato scaricabile dal sito mostra diverse riprese del relitto.

Un "fermo immagine", in particolare,

mostra una parte dello scafo dove compaiono quelli che apparirebbero proprio essere i "classici" piccoli "fori di deflusso" rettangolari ad angoli arrotondati, caratteristici di numerosi U-boote tipo VII, presenti sulle fiancate di questi battelli

(vds. questo disegno):

I fori rettangolari erano già presenti sui "VII B" (vds, questa immagine dell' U-74 ):

e caratterizzarono anche i successivi "VII C" (vds. questa immagine dell' U-331 ):

Per la verità, fori del tutto simili (anche se in numero minore), erano presenti anche sulle fiancate dei battelli britannici tipo "U", classe cui apparteneva anche l'HMS Usurper (vds. questa foto del similare HMS Unity ):

A questo punto, il dubbio sull'identità del battello permane. Andiamo quindi ad esaminare un altro spezzone del filmato, che mostra quello che potrebbe essere un timone di profondità (probabilmente AV):

Confrontiamo ora il disegno di questo timone con quello dei timoni di profondità AV di un tipo "VIIC" tedesco...

... con quelli di un smg. britannico tipo "U" della serie cui apparteneva anche l'Usurper:

Anche se le linee del timone di profondità mostrato nel filmato non corrisponono esattamente a nessuno dei timoni delle ultime due fotografie, propenderei maggiormente per un'origine "germanica" delle loro linee.

Un'ultima notazione. Si potrebbe prendere in considerazione anche l'ipotesi che l' U-455 sia affondato non durante la navigazione di andata verso Algeri, ma durante quella di ritorno. Ciò spiegherebbe in modo più logico la "singolare" posizione del relitto.

Mi spiego meglio: mentre partendo dalla Spezia è più probabile una rotta "diretta" verso le coste nordafricane, durante la navigazione di ritorno (con minori necessità del rispetto di tempi e direttive operative) potrebbe apparire probabile che il comando di bordo avesse deciso per una navigazione più sottocosta nella vicinanza delle coste liguri. Questo, soprattutto nel caso che la navigazione di ritorno si fosse svolta in buona parte in immersione, con conseguente "atterraggio" più a ponente rispetto al previsto (p.e. davanti a Genova). In questo caso l' U-455 potrebbe aver assunto una rotta molto sottocosta, per arrivare alla Spezia, con lo scopo di evitare avvitamenti da parte di unità nemiche più al largo.

Ritengo che, all'epoca, per motivi di sicurezza qualsiasi navigazione di un U-boot dalla Spezia all'Algeria avrebbe dovuto essere effettuata a ponente e non a levante della Corsica. Anche in condizioni di tranquillità appare quanto mai improbabile che, per raggiungere Algeri dalla Spezia, si fosse seguita una rotta diversa, per meri motivi di lunghezza della stessa.

Naturalmente, solo un esame approfondito del relitto potrà chiarire quello che - ancora oggi - è un fatto controverso e non suffragato da dati certi.

Maurizio Brescia - Associato e Collaboratore Storico della Società Capitani e Macchinisti Navali di Camogli


Note di Francesco Mattesini sul "sommergibile di Portofino"

Ho visionato sul sito www.cstigullio.co./U455.shtml il filmato di Del Veneziano e Casati, ho consultato attentamente anche le foto, e debbo dar ragione a coloro che sostengono trattarsi di un sommergibile tedesco, per il particolare del grosso bulbo davanti alla torretta dell'evidente tipo VII fornita di paraonde, per la prora affilata, la doppia fila di entrate d'acqua sulla prora stessa, i timoni orizzontali, che nella classe britannica U sono molto più grandi e più arretrati. Dal portello aperto sulla torretta si ravvisa poi che il sommergibile al momento del sinistro navigava in superficie, com'era logico percorrendo una rotta costiera. Non conosco quali siano stati gli storici o esperti tedeschi che hanno fatto il riconoscimento del sommergibile, ma probabilmente avevano ragione.

Per quanto invece riguarda l'ultima missione dell'U 455, faccio le seguenti osservazioni, come ho riportato nella lista-aidmen, con alcune leggere modifiche:

“Cercherò di mettere un certo ordine alla missione dell'U 455, facendo anche l'avvocato del diavolo. Questo sommergibile tedesco salpò da Tolone il 22 febbraio 1944 (e non da La Spezia come da me erroneamente scritto in precedenza) per una missione da svolgere sulle coste dell'Algeria, in un tratto di mare che all'epoca era la principale zona di operazione degli U-boote della 29^ Flottiglia, dove tra l'aprile e i primi di maggio essi colsero gran parte dei loro ultimi successi, realizzati nel Mediterraneo. Sappiamo che il 2 aprile, dopo aver trascorso in missione di guerra ben 40 giorni dal momento della partenza, l'U 455 segnalò che stava dirigendo per rientrare alla base dalla zona di Algeri (da uboat.net): “ U-455 reported for the last time on 2 April while on its return from its patrol area off Algiers". Quindi avrebbe dovuto puntare sul porto di Tolone, che rispetto a La Spezia era anche molto più vicino e la navigazione molto meno insidiata, e dove inoltre possedeva attracco sicuro dentro i bunker corazzati di quella base, in cui si trovavano, per il suo riassetto, bacini, attrezzate officine, e scorte di pezzi di ricambio.

Se effettivamente l'U 455 portava mine (e ciò è da dimostrare), la cosa migliore da fare era quella di posarle nella zona di operazione assegnata, non certamente sulle coste della Liguria, a est di Genova, che all'epoca non era assolutamente minacciata dal nemico, trovandosi il fronte terrestre molto più a sud, nelle zone di Cassino e di Anzio. Inoltre, come risulta da una vasta documentazione espressa in libri e articoli, le vaste operazioni di minamento sulle coste liguri e tirreniche, ed anche quelle svolte presso le coste della Corsica, erano realizzate, come era logico agendo in acque sotto proprio controllo, dalle numerose navi di superficie tedesche [dalle torpediniere alle motozattere]: e pertanto non vi era alcun motivo di impiegare a tale pericolosissimo compito i pochi restanti e preziosi sommergibili, che al massimo erano in grado di trasportare 14 mine, però sbarcando i siluri, o distribuendole nell'interno dello scafo assieme ai siluri stessi. A questo riguardo, avendo trascorso in missione di guerra circa 45 giorni – in una zona in cui transitavano i grandi convogli di rifornimento degli Alleati che percorrevano il Mediterraneo, con destinazione i porti dell'Italia meridionale e del medio oriente – è evidente che il sommergibile portava i siluri, ed è presumibile con dotazione al completo.

Le informazioni dell'Ammiragliato britannico del dopoguerra, forniscono sulla perdita dell'U 455 due versione: la prima, forse errata, riporta che il sommergibile sarebbe affondato in lat.44°04'N, long. 09°51'E, probabilmente per l'esplosione di una mina tedesca, esplosa proprio mentre si apprestava ad entrare nel Golfo di La Spezia ; la seconda ipotesi, molto più realistica, afferma che la causa della perdita è sconosciuta. E' questa ultima anche la tesi sostenuta da Clay Blair, che nel suo 2° volume di “U-Boat War” (pag. 521), scrive che l'U 455 sarebbe “affondato dopo il 6 aprile 1944, senza lasciare traccia e la sua sorte rimane un mistero”.

Ma se invece di rientrare a Tolone il sommergibile tedesco doveva raggiungere La Spezia – passando, per la rotta più breve e meno sorvegliata dal nemico, ossia a nord della Corsica per poi attraversare, come era logico, il Mar Ligure con rotta diretta e in immersione di giorno – che cosa sarebbe andato a fare l'U 455 molto più a nord (nella Baia di San Fruttuoso), a 2 miglia da Portofino, entrando per di più in una zona fortemente minata, e quindi particolarmente pericolosa. L'ipotesi, avanzata da taluni, che per raggiungere La Spezia , oppure Tolone, scortato da cacciasommergibili, l'U 455 seguisse una rotta costiera passante attraverso zone di sicurezza geograficamente molto a nord, non regge assolutamente. Dopo circa 45 giorni di missione, trascorsi quasi sempre con navigazione occulta, e quindi con spostamento molto lento, come lo si poteva mandare, (prolungandogli la logorante missione) a posare mine sulla costa ligure, come affermano taluni, e quindi in una zona parecchio distante dalla zona di operazione assegnata lungo le coste dell'Algeria?

Il fatto poi che il relitto del sommergibile abbia la poppa squarciata non significa che il danno fosse stato determinato da una mina, perché anche una bomba di profondità, colpendo in pieno il sommergibile, esplodendo avrebbe potuto fare un simile danno, così come lo avrebbe potuto determinare anche un siluro, oppure una carica di auto-affondamento.

E' stata poi fatta l'ipotesi che l'U 455 fosse affondato per una collisione. Come si vede, sulla perdita del sommergibile esiste molta incertezza e altrettanta confusione. Il fatto che il relitto di Portofino abbia sulla torretta il paraonde, potrebbe avvalorare l'ipotesi che si tratti di un sommergibile tedesco: ma quale? Tuttavia, occorre rilevare che il paraonde era sistemato anche sui sommergibili italiani, le cui caratteristiche, in particolare le false torri e radiogoniometri sistemati sulla torretta, erano molto simili a quelle degli U-boote.

Alcuni sommergibili italiani risulta siano stati auto-affondati tra Genova e La Spezia dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, ed altri, catturati dai germanici, fecero la stessa fine nelle stesse zone al momento della resa dei tedeschi, nell'aprile 1945, o per bombardamento aereo. E non tutti i relitti furono trovati nei due porti e recuperati nel dopoguerra, in particolare quelli dei battelli che si trovavano in costruzione. Vedi ad esempio C. 296, C . 297, C . 298 (718 tons), di cui non si conosce la sorte, anche se si suppone siano stati demoliti, dopo la cattura e il tentativo di completarli.

L'unico sommergibile sicuramente affondato durante la guerra nella zona a sud di Portofino risulta essere il britannico USURPER, del piccolo tipo “U”. Ed è su questo sommergibile che, a mio modesto parere, occorrerebbe investigare, anche se tutto porta alla considerazione che il relitto in questione sia quello di un U-boote.

Se poi il relitto di Portofino è effettivamente quello dell'U 455, per convalidarne la perdita occorrerebbe conoscere gli ordini che dal suo Comando gli erano stati inviati durante la navigazione, e che fino ad oggi rimangono un mistero. Soltanto il diario di guerra del Comandante dei Sommergibili tedeschi nel Mediterraneo, e quello della 29^ Flottiglia Sommergibili (se esiste ancora), potrebbero essere in grado di darci le necessarie informazioni.

Infine, per rispondere ad Achille Rastelli, non mi risulta che sommergibili tedeschi, che avevano la loro attrezzata e sicura base protetta a Tolone, avessero bisogno di andare a riassettarsi o a ripararsi a Genova, dove il sommergibile sarebbe stato subito localizzato dagli aerei nemici, e si suppone prontamente attaccato. Ma ugualmente occorre chiederci: che ci faceva il sommergibile a Portofino, ossia oltre Genova e molto a nord di La Spezia , se l'U 455 arrivava dalla zona di Algeri?”

Dal momento che è stato detto che il sommergibile tedesco sarebbe andato a Portofino per incontrare navi di superficie che lo dovevano scortare per rotta costiera fino in Francia, mi sono permesso di fare la seguente osservazione, sempre sulla lista-aidmen:

“Qualcuno sa spiegarmi per quale motivo un sommergibile (U 455) che viene dalla zona di Algeri, dopo una missione di 45 giorni e quindi trovandosi al limite della sua autonomia, dovrebbe prolungare la sua navigazione per rientrare a Tolone, per essere dirottato alla Spezia al solo scopo di “unirsi agli UJ che lo avrebbero scortato fino in Francia [?], incontro non avvenuto”. Per la mia comprensione, pensando alla lunga navigazione che il sommergibile avrebbe dovuto percorrere lungo le coste della Liguria e della Provenza, è un ragionamento che non sta né in cielo né in terra”.

Infine un'ultima considerazione. Dal portello aperto in torretta si arguisce che il sommergibile doveva trovarsi in superficie. Allora per quale motivo, come afferma il Del Veneziano, è chiuso un portello del locali interni, se il personale aveva la possibilità di raggiungere la coperta per lanciarsi in acqua. Vi è poi da dire che, essendo il sommergibile vicino alla costa, se si fosse verificata l'esplosione di una mina o di un'altra arma qualcuno avrebbe dovuto sentirla, e nello stesso tempo vedere il sommergibile affondare, e quindi qualcosa di scritto dovrebbe esserci nelle relazioni dell'epoca. Inoltre, fa restare perplessi il fatto che non vi siano stati superstiti tra i 51 uomini dell'equipaggio, se non altro tra il personale di guardia che si trovava in torretta (normalmente una decina di uomini compresi i serventi alle mitragliere), i cui corpi, se deceduti, avrebbero dovuto restare a galleggiare in mare o essere portati a terra dalla corrente, come altra prova di un sinistro.

Vi è quindi da ipotizzare che possa trattarsi di un sommergibile già danneggiato, originariamente italiano in costruzione che la Kriegsmarine intendeva completare migliorandole le caratteristiche (SPARIDE, MURENA e GRONGO risultano affondati a Genova da attacco aereo il 4 settembre 1944), e volutamente auto-affondato nell'aprile del 1945, quando i tedeschi stavano per arrendersi. Ma, anche di ciò dovrebbe esservi traccia in documenti tedeschi. E' un vero mistero!

Sull'affondamento del sommergibile britannico USURPER, a sud di Portofino, riporto quanto ho pubblicato sul Bollettino d'Archivio dell'Ufficio Storico della Marina Militare, nella “Cronologia delle perdite subite in Mediterraneo dalle Marine delle nazioni Alleate durante la seconda guerra mondiale (Sommergibili – giugno 2001, pagine 141 – 184):

Usurper – 545 tons (3 ottobre 1943) - Partì da Algeri il 24 settembre 1943 per una missione al largo di La Spezia. Il 3 ottobre gli fu ordinato di spostarsi nella parte settentrionale del Golfo di Genova. L'11 ottobre non rispose alle chiamate. L' Usurper (tenente di vascello D.R.O. Mott) doveva essere di ritorno ad Algeri il giorno seguente. L'Ammiragliato britannico ha ritenuto che l' Usurper sia stato affondato il 3 ottobre, con bombe di profondità, dal cacciasommergibile tedesco UJ 2208 (tenente di vascello Oscar Schmidt), ex francese Alfred che, avendo avvistato la scia di tre siluri che gli passarono di poppa, effettuò fra le 14.30 e le 16.42 tre attacchi lanciando quarantatré bombe di profondità. Nello stesso tempo non è stato però escluso che il sommergibile possa essere finito su uno sbarramento minato esistente [a sud di Portofino] in vicinanza della zona di agguato, e denominato nelle carte britanniche come QB 192. Fu l'ultimo piccolo sommergibile della micidiale classe “U” ad andare perduto durante la guerra.

Francesco Mattesini (6/2007)