Il 27 Novembre 2007 ci ha lasciato l'amico, Socio e collaboratore Silvano Masini. Lo ricordiamo con questa pagina, ricordando l'ampia letteratura che Silvano ha voluto regalarci e che noi lasceremo a disposizione di tutti i nostri lettori, avidi dei racconti vissuti dalla gente di mare vicina alle nostre tradizioni.
"Buon viaggio Silvan!" da parte di tutti noi della Società Capitani e Macchinisti Navali di Camogli
|
Quadro comando turbina Turbocisterna Wafra 55.000 dtw./Tide Water Inc./1955. Il 2do Macch. Silvano Masini è il primo a destra a pagliolo /Turbine control panel Turbine tanker “Wafra”55.000 dwt./Tide Water Inc./1955. Second engineer Silvano Masini is the first on the right on the ceiling planking.
|
A Silvano
La notizia è arrivata di sorpresa, con quello stesso rumore che fa il cavo di rimorchio quando si spezza. Qualche mese fa, prima di capire che gli eventi stavano prendendo il sopravvento, mi aveva detto che voleva venire a Venezia, ma è arrivata prima la chiamata dalla Torretta del cielo: “Masini in ufficio!!!”, e quando ti chiamano così non puoi tirarti indietro.
Io da impiegato prestato alle navi, ci facevo tanti discorsi di tecnica, mi affascinavano i discorsi impestati di gasolio e acqua salata. Anche per me le barcacce erano e sono qualcosa di meraviglioso e di straordinario e Silvan se le portava nel cuore, come lo straccetto del macchinista o le risate al tavolino. Ai miei occhi era persona discreta e leale, uno di quei genovesi che vanno sparendo, con la genovesità di De Andrè e la comicità di Govi, profumi di Sottoripa e del pesce fresco da fare a mezzogiorno tra un rimorchio e l'altro. Silvano se n'è andato via e ci ha sorpreso di nuovo, ci ha lasciato i suoi racconti di marineria e di colpi di mare, testamento per chi sa coglierne le sfumature.
Ciao Silvano, non ti porterò fiori, ma andrò in sala macchine a cercarti su qualche nave da crociera delle mie, a sentire il profumo del gasolio, a cercare manometri e a sentire allarmi fischiare.
Luca Roncolini
P.S.: Ma quali condoglianze, ti sei imbarcato ancora una volta...
Carissimo Silvan,
Devo essere sincero, provai una strana sensazione, un “cattivo” presagio, quando lessi in anteprima quel tuo bellissimo ricordo infantile sulle Alpi Apuane che da un lato profumava di stelle alpine e di una perduta giovinezza, e che dall'altro annunciava profumi più acri e crudeli come l'eccidio di S. Anna di Stazzema.
Nel periodo della tua “evasione”, eravamo immersi nella stesura del libro: “Il Rimorchiatore, Ape operaia del Mare” e lì per lì non capii quel tuo dirottamento improvviso ed avevo letto in quella fuga all'indietro nel tempo soltanto il desiderio di saldare un vecchio debito con la tua storia personale, con la tua gente, con un mondo che ancora ti apparteneva ma dal quale le circostanze ti avevano allontanato. Ora capisco più nitidamente e, nella tristezza infinita che mi attanaglia, mi consolo nell'immaginare la tua felicità e il tuo appagamento interiore quando quel “debito morale” fu pubblicato addirittura sul Secolo XIX, nella rubrica del tuo caro amico Maggiani.
Nelle 279 corpose mails che ci siamo scambiati dalla fine del 2006 fino al 18 novembre 2007 e che conserverò gelosamente per sempre, c'è la storia della nostra ritrovata amicizia, c'è un libro carico d'idee, progetti, sentimenti, sensazioni, l'amore per la storia, per la gente dei rimorchiatori ed infine la condivisione di tanti ideali che porterò avanti nel tuo ricordo.
La “pura” musica di Mozart che adoravi perché nulla aveva di terreno, la vivrai ora ancora più intensamente in quella dimensione divina che tutti ci attende. Il cavo da rimorchio che si è spezzato in vista del “traguardo” che insieme avevamo mirato e quasi realizzato, ha trascinato con sé anche una parte importante di me, ma ciò che è rimasto di Charly combatterà anche per te e per i nostri amati “barcaccianti” per giungere in porto e tu, sicuramente, da lassù ci darai una mano.
Con affetto, Carlo
(Carlo Gatti - già Presidente della Società Capitani e Macchinisti Navali di Camogli)